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giovedì 14 maggio 2015

CAMBI DI DIREZIONE: "QUALITÀ, ATTENZIONE, EFFICIENZA, MA SOPRATUTTO FORZA"


Voglio tornare a parlare di cambi di direzione nel calcio, e nello specifico da un excursus, preso da quello sarà parte del mio secondo eBook dedicato alla potenza metabolica ( primo volume in uscita su youcoach.it alla fine del mese di Giugno 2015). I cambi di direzione (oltre 800 mediamente in una gara di calcio, devono essere molto efficaci e per far ciò, devono avere un esecuzione precisa, quasi maniacale, andando a sfruttare tutte quelle che sono le capacità Biomeccaniche dell'atleta.
Per un calciatore, nello specifico, la corsa è di tipo diverso a seconda delle fasi di gioco: correre per andare a raggiungere una palla passata da un compagno in profondità o per controllare la palla in uno spazio minimo, correre semplicemente senza alcun ostacolo o con un avversario che disturba; una corsa quindi esercitata secondo i principi del gioco dove la richiesta di sprint è caratterizzata soprattutto da cambi di direzione, piuttosto che da traiettorie lineari.  Nel gioco del calcio per cambio di direzione (CdD) si intende sia una curva il cui raggio è variabile a seconda delle esigenze di gioco, che un cambio repentino, che necessita di una frenata e di una ripartenza con angolo determinato dalle condizioni del gioco o da una seduta specifica di allenamento. In un cambio di direzione con inversione a 180° (tipo shuttle) a destra, l’atleta giunge al punto di stop, grazie ad una rapida decelerazione, con il piede destro; quest’ultimo che nell’istante precedente lo stop, funge da sistema frenante, nell’istante appena successivo, garantisce lo sprint necessario per l’accelerazione di uscita. Quando il piede è piantato su un lato per cambiare direzione verso il lato opposto, i muscoli estensori della gamba sono predisposti a cominciare l’allungamento. Dopo una spinta attiva segue l’estensione della gamba dovuta alla contrazione degli stessi muscoli. Per produrre un veloce cambio di direzione, sarebbe preferibile avere un tempo di contatto con il suolo relativamente breve e una leggera flessione all’anca, al ginocchio e alla caviglia. Ma quali sono i fattori principali ed importanti per un'ottima esecuzione?

 1. fattori percettivi e di “presa di decisione”

focalizzazione visuale anticipazione

  • riconoscimento di modelli

  • conoscenza della situazione

    2. velocità

    • tecnica: collocazione dei piedi, postura corporale e aggiustamenti per accelerare e

      decelerare

    • velocità di corsa lineare

3. stiffness del muscolo

caratteristiche muscolari degli arti inferiori: forza, potenza, forza reattiva. 

Quanto è emerso dall’analisi effettuate nelle analisi dei cambi di direzione lo scorso anno nel settore giovanile del Pisa Calcio ( High intensity 35 Proietto J. 2014), si stabilisce che mentre il cambio a 90° aumenta il carico sul lato mediale del ginocchio, riducendo quello laterale, per l’altro gli effetti sono l’esatto opposto. Più precisamente differenze significative si sono riscontrate su quattro delle sette variabili individuate nel confronto in particolar modo tra il cut a 90° e a 45°:

  1. forza frenante (braking force): presente per contrastare la velocità di ingresso, nei 45° è richiesta il 40% in meno rispetto alle condizioni di svolta a 90°;

  2. forza propulsiva (propelling force): è la forza che determina l’accelerazione dello sprint iniziale e che è nettamente superiore (il 56%) per un sidestep cut in quanto la deviazione comincia da un punto più vicino a quello di stop;

  3. forza verticale (vertical force): presenta un modulo superiore nel caso del test a 45°, in quanto il soggetto in queste condizioni registra velocità di percorrenza maggiore;

  4. coppia verticale (vertical couple): conosciuta anche come free moment, è la rotazione interna o esterna del giunto strettamente correlata alla forza di reazione al terreno, nel caso di un sidestep si manifesta come una rotazione esterna dell’articolazione; comunque in ambedue i casi, i valori sono molto variabili e non sensibilmente differenti. 

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