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martedì 7 aprile 2015

LA MECCANICA DELLA CORSA: "UNI SGUARDO ALLA CINEMATICA ED ALLA COMPOSIZIONE DELL'ARTICOLAZIONE TIBIOTARSICA"

Le articolazioni del piede sono costituite in modo tale che un movimento in uno dei piani, si accompagna necessariamente ad un movimento negli altri due piani. Così l’adduzione si accompagna allinversione ed ad una lieve estensione. Queste componenti caratterizzano la posizione detta di ―supinazione‖. Se l’estensione viene annullata con una equivalente flessione della caviglia, si ottiene la posizione detta di varismo. Nell’altra direzione, l’abduzione si accompagna necessariamente alla eversione ed alla flessione: è la posizione detta di ―pronazione‖. Se la flessione viene annullata con una equivalente estensione della caviglia, si ottiene l’atteggiamento valgo del piede. Le articolazioni del piede sono complesse e numerose:

- articolazione tibio-tarsica;
-
l’articolazione astragalo-calcaneare, chiamata comunemente sotto-astragaliga;
-
l’articolazione medio-tarsica detta di Chopart,
-
l’articolazione tarso
-metatarsica detta di Lisfranc;
- le articolazioni scafo-cuboidea e scafo-cuneiforme.

Queste articolazioni da un lato orientano il piede nel piano frontale e trasversale per presentare correttamente la pianta del piede al suolo, qualunque sia la posizione della gamba e l’inclinazione del terreno, dall’altro, modificano la forma e la curvatura della volta plantare per poter adattare il piede alle asperità del terreno e inoltre creare tra il suolo e la gamba, che trasmette il peso del corpo, un sistema di ammortizzatori che dia al passo elasticità e scioltezza. Durante un normale passo i movimenti compiuti dal piede, non comprendono l’intero range di movimento permesso dalle articolazioni e dalle strutture legamentose; per riuscire a determinare la quantità di range utilizzato durante la deambulazione bisogna innanzitutto studiare quali tra i movimenti permessi al piede vengono impiegati durante un passo.La deambulazione è data da una successione ciclica di movimenti ritmici alternati che ci consente di spostare in avanti il nostro corpo. 

          

Viene definito ciclo del passo (ciclo di gait) il periodo che intercorre tra due appoggi successivi dello stesso piede al terreno. A sua volta questo ciclo è diviso in 2 fasi:
-
fase di appoggio: durante la quale il piede rimane a contatto con il suolo. Questa fase occupa circa il 60% del ciclo del passo e diminuisce sempre più mano a mano che si aumenta la velocità di deambulazione (nella corsa si riduce fino al 37% circa) - fase di sospensione o oscillazione: durante la quale l'arto viene sollevato e portato in avanti per prepararsi all'appoggio successivo. Tale fase viene anche chiamata fase di trasferimento.

La fase di appoggio si può suddividere a sua volta in quattro diverse fasi :

  1. contatto del tallone (heel strike): è una fase molto breve in cui il tallone del

    piede proiettato in avanti si trova a contatto con il suolo

  2. pieno appoggio (mid stance): è la fase più lunga che inizia con lo stacco del

    piede controlaterale e termina quando il piede è completamente appoggiato al

    suolo (calcagno, metatarso e dita appoggiate al terreno)

  3. distacco tallone (heel off): questa fase termina quando l'arto controlaterale tocca

    il suolo e contemporaneamente si assiste al distacco dal suolo del tallone del

    piede portante

  4. distacco delle dita (toe off): è una fase che termina con il distacco delle dita dal

    terreno, dopo la quale il peso del corpo viene trasferito in avanti 

    Una discussione sulla meccanica e cinematica del complesso della caviglia richiede molta terminologia: oltre a specificare il tipo di movimenti che l’articolazione della caviglia e l’articolazione subtalare permettono, bisogna specificare attorno a quali assi questi movimenti avvengono. Studi approfonditi hanno dimostrato che l’articolazione della caviglia ruotasse attorno ad un unico asse empirico localizzato nel piano trasversale e definito in 3 modi approssimativamente equivalenti:

    1) inclinato di 20° - 30° rispetto all’asse del ginocchio 

    2) inclinato di 84° dall’asse mediale del piede oppure, 

    3) passante attraverso il centro dei malleoli.

    Nel piano frontale, invece, l’asse è inclinato di 80° rispetto l’asse longitudinale della tibia e passa distalmente all’apice dei malleoli. 


    FINE PARTE 1/3



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