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martedì 21 ottobre 2014

PREVENZIONE: "L'ALLENAMENTO DEI MUSCOLI ISCHIOCRURALI, IMPORTANTE SOTTO IL PROFILO FUNZIONALE. COME AVVIENE IL DANNO LESIVO ?"

Era da tempo che non dedicavo spazio e studio a quello che è la Prevenzione e il miglioramento ipertrofico di questo importante e delicato gruppo muscolare tra i più frequenti e fastidiosi che causano lo stop dai campi di gioco di molti calciatori.
I tre muscoli del gruppo degli ischiocrurali, il semimembranoso,il semitendinoso e il bicipite femorale(capo lungo e capo breve) , originano come un’unica massa tendinea dalla tuberosità ischiatica della pelvi; il capo breve del bicipite femorale origina dal femore.  La tuberosità ischiatica agisce come un punto di attacco comune e pertanto può talvolta causare una frattura con avulsione. 
I muscoli semimembranoso e semitendinoso decorrono lungo la parte mediale del femore fino alle rispettive inserzioni mediali. Il semimembranoso agisce con più inserzioni nell’angolo posteromediale del ginocchio, fungendo da importante stabilizzatore del ginocchio.
Il semitendinoso si unisce al gracile e al sartorio a formare la “zampa d’oca” nella parte mediale della metafisi tibiale in prossimità dell’inserzione distale del legamento collaterale mediale del ginocchio

 Il gruppo degli ischiocrurali è un gruppo muscolare biarticolare: ciò significa che muscoli attraversano due articolazioni. Si pensa che questa sia una delle cause per cui questi muscoli sono così suscettibili agli strappi. Clanton e Coupe (1998) interpretano il meccanismo che produce il danno come dovuto all’aumento delle forze generate durante la contrazione eccentrica del muscolo e opposte a una contrazione concentrica.

Durante la corsa, gli ischiocrurali diventano vulnerabili quando decelerano la fase estensoria del ginocchio durante la fase di spinta e lo stacco, per cui si ha un rapido cambiamento di funzione di questi muscoli:

da stabilizzatori del ginocchio in flessione ad assistenti dell’estensione del ginocchio.


FATTORI DI LESIONE ?

Si può avere uno squilibrio nella forza dei muscoli ischiocrurali dei due lati del paziente e vi può anche essere una riduzione del rapporto tra i flessori (ischiocrurali) e il gruppo degli estensori (quadricipite). Un rapporto di forza tra flessori ed estensori inferiore a 0,6 o uno squilibrio di forza superiore al 10% tra gli ischiocrurali di destra e di sinistra può essere un fattore causale nelle lesioni degli ischiocrurali.

Lo squilibrio tra la parte destra e la sinistra sembra unf attore in grado di aumentare il rischio di lesione degli ischiocrurali alle estremità inferiori. Inoltre, per ridurre il rischio di lesioni degli ischiocrurali è raccomandabile un rapporto del 50-65% tra gli ischiocrurali e il quadricipite.

Altri fattori controllabili, come la mancanza di un adeguato riscaldamento, la perdita di estensibilità, le condizioni generali e la fatica muscolare, devono essere corretti per ridurre al minimo il rischio.




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