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lunedì 6 ottobre 2014

PIANIFICAZIONE: "CONCETTO DI SOGLIA E CINETICA DELLA FREQUENZA CARDIACA. SE VOGLIAMO MIGLIORARE IL NOSTRO ATLETA RICAVIAMO DATI E CERTEZZE"

La possibilità di lavorare oggi nel calcio attraverso l'utilizzo dei cardio e Gps, ci danno un forte aiuto, sul monitoraggio in tempo reale di come i nostri giocatori esercitano l'intensità di un dato lavoro fisico, con palla o senza che esso sia. Possiamo decidere di lavorare in soglia e in frequenza, riuscendo con accurata e precisa raccoLta dati, a stabilire se ci sono miglioramenti evidenti nel nostro gruppo e andare soprattutto a scandagliare i punti di miglioramento di qeust'ultimi.La frequenza cardiaca massima è un fattore centrale da cui dipende l’espressione della massima potenza aerobica. E’ relativamente difficile da misurare in modo diretto poiché bisogna riuscire a sollecitare massimamente l’apparato cardiocircolatorio. Ciò può essere fatto solo con un test incrementale e se si è fortemente motivati per esprimere la massima prestazione.

È noto che la F.C. max tende a diminuire con l’aumentare dell’età, per cui indirettamente la frequenza cardiaca massima teorica di un soggetto è ricavabile facilmente applicando la ben nota formula; questo metodo comporta, però, una possibilità di errore attorno a ± 15 battiti al minuto rispetto alla FCmax effettivamente misurabile durante un test massimale.

Qualora dai Dati estrapolati dal nostro cardio o gps, riusciamo a capire che stiamo lavorando sopra la soglia Per tutta la durata del lavoro la frequenza cardiaca dovrebbe rimanere ad una determinata soglia e così tutti gli altri valori fisiologici. Nel momento in cui alcuni parametri si modificano, come può essere il ritmo oppure la conformazione della strada (in cui si svolge la corsa) che può aumentare di pendenza, aumenta la quantità di sforzo, pertanto per adattarsi alle nuove esigenze, e cioè per continuare a compiere il lavoro, è necessaria una maggiore quantità di energia: il ritmo cardiaco aumenta, come pure la pressione del sangue il quale giunge in maggiore quantità ai muscoli portando ancora più ossigeno. A questo punto però l’equilibrio iniziale è stato rotto e, a seconda di quanto aumenta lo sforzo, il lavoro piano piano avrà una durata sempre più limitata, in quanto l’energia necessaria per svolgerlo non è più in equilibrio con le capacità dell’organismo di reperire energia per il suo protrarsi a lungo nel tempo. 


 

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