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domenica 10 agosto 2014

BIOMECCANICA: "FASI DI APPOGGIO SITUAZIONALI? STUDIAMO COME MIGLIORARE MONITORANDO LA BIOMECCANICA DELLA CORSA

Nel primo post di questa stagione, vorrei tornare a parlare dell'incombente problema, degli appoggi nel calcio, o sul miglioramento da creare sul fattore biomeccanico della corsa.  Con adeguate programmazioni,  azioni e allenamenti possiamo andare sicuramente andare a migliorare le fasi di appoggio e stacco del piede del nostro giocatore/atleta, migliorandone sicuramente sia il timing di esecuzione che la preventiva di sovraccarico sull'arto. È un fattore prettamente biomeccanico, e per questo voglio spiegarvi come accuratamente tendo a lavorarci sopra, raccogliendo tantissimi dati e legandoli sopratutto alla biomeccanica di movimento degli arti inferiori. 
1) FASE DI APPOGGIO: E' la fase in cui il tallone viene a contatto con il suolo. Nel preciso momento dell'impatto con il terreno, si scarica sul piede una forza pari a circa tre volt il peso corporeo. In un solo passo un runner medio di 70 kg deve sopportare una shock di 210 kg. le vibrazioni si trasmettono di riflesso verso l'alto, interessando la muscolatura, i tendini e le ossa dell'intera gamba, del bacino e della colonna vertebrale. Ecco che "cushioning" e "stability" risultano determinanti al fine di attutire l'impatto col suolo e prevenire seri traumi a tendini, legamenti ed articolazioni.

2) FASE DI SOSTEGNO: Il peso del corpo si sposta in avanti ed il peso entra nella fase di sostegno. Il peso, che fino a questo momento si è concentrato sul tallone, inizi a scaricarsi sulla zona mediale. Il piede ruota in avanti provocando una torsione che può essere rivolta verso l'interno (pronazione) o verso l'esterno (supinazione). Ciò comporta un ulteriore carico alla struttura muscolo/scheletrica. E' una fase che dura circa 2,5 volte quella di appoggio.

3) FASE DI STACCO: Il piede una volta terminata la fase di sostegno, prosegue la propria rotazione in avanti entrando nell'ultima fase del ciclo, quella di stacco. A questo punto il peso dell'atleta si trasferisce dalla zona mediale all'avanpiede, scatenando una forza che può raggiungere un'intensità tra le 4 e le 7 volte il peso corporeo. Un corridore medio di 70 kg, durante una corsa sostenuta, arriva a sprigionare uno shock di 490 kg ad ogni passo.

- NORMALE: angolo compreso tra 10 e 15 gradi;
- SOPRA IL NORMALE: angolo superiore ai 15 gradi;
- SOTTO IL NORMALE: angolo inferiore ai 10 gradi.

Per ottemperare a quelle che sono le letture precise delle varie fasi di lavoro del piede sul terreno, mi sono appropriato di un programma apple, che mi da la precisione di caduta sagittale dell'articolazione tibiotarsica, andando a rilevare le fasi di appoggio, sostegno e stacco della stessa, con un supporto video che tende a riprendere il piede in tutte le sue forme e movimenti. Da questi dati estrapolo, le percentuali e le graduazioni biomeccaniche, e le componenti su cui lavorare e migliorare le fasi di appoggio del giocatore, per avere più propulsività, movimento preciso su appoggi e successiva fase di stacco più  esplosiva.


Proietto Jonathan
Preparatore Atletico Virtus Entella Chiavari


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