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martedì 3 dicembre 2013

Focus Psicologico: "SE ALLENIAMO GLI ADOLESCENTI, DOBBIAMO IMPARARE A GESTIRE I LORO MUTAMENTI"

Torno a trattare sul mio blog, un'argomentazione sulla psicologia sportiva dopo un lasso di tempo amplio. Specie per chi lavora con ragazzi (fase adolescente), si trova su diversi parametri a fare adeguate ed attente valutazioni, con l'unico obiettivo cioè quello di mantenere alto e forte la motivazione per lo sport che fanno.

L’attività sportiva può innanzitutto concorrere alla presa di consapevolezza della nuova identità corporea, favorendo la costruzione stessa della struttura corporea o migliorandola sul piano delle capacità motorie. Tale aspetto può agire indirettamente anche sul senso di inadeguatezza che molto spesso si accompagna ai repentini cambiamenti fisici, propri di questa fase. Sul piano cognitivo, si assiste a una forte carica intellettuale sviluppata in senso critico, che in campo sportivo ha modo di manifestarsi nel soppesare le situazioni di gara, le tecniche di allenamento, i rapporti con gli allenatori. La caratteristica curiosità per esperienze diverse, sarà appagata dalla pratica delle diverse discipline. Inoltre la pratica sportiva permette di soddisfare il desiderio di contare, di essere artefice delle decisioni, che nell’adolescenza inizia a manifestarsi. La presenza di altri adolescenti, nel gruppo di allenamento o nella squadra, favorisce invece la ricerca del proprio simile. L’essere parte di un gruppo è un momento essenziale di socializzazione per l’adolescente e la pratica sportiva può veicolare i sentimenti di accettazione e integrazione così importanti in un periodo dello sviluppo caratterizzato da dubbi e incertezze su di sé. Inoltre, il gruppo sportivo rappresenta un contesto in cui la competizione è ammessa, anche se sublimata, favorendo sia sentimenti di antagonismo nei confronti degli avversari, sia la coesione all’interno del contesto di appartenenza. Tali aspetti possono influenzare in senso positivo il comportamento sociale dei ragazzi. Le gare assumono importanza in quanto offrono ai ragazzi la possibilità di misurarsi,ma sarebbe inutile se non dannoso farli partecipare a gare di livello superiore alle proprie capacità e abilità, scelta che smorzerebbe il loro entusiasmo e mortificherebbe il loro ego ancora fragile e sensibile agli insuccessi.

 

 

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