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venerdì 16 agosto 2013

VALUTAZIONE FUNZIONALE: " Test e dati alla mano per favorire la crescita dei calciatori "


È ormai molto vicina la stagione agonistica che tra un mese esatto ci vede già all'esordio in casa della fortissima Empoli, in più se aggiungiamo gli impegni di fine agosto con squadre di A come Parma e Livorno. La cosa importante dal punto di vista atletico, e trovare la forma nel modo più consono e sano possibile, magari anche a discapito di alcuni impegni. Con Pisa calcio quest'anno sotto l'acuta attenzione e monitoraggio del prof. Ferrini, abbiamo tirato su un percorso test che rilevasse a 360* tutti i miglioramenti fatti dai vari giocatori. Ecco i test scelti:

- TEST DI BAS 2000 e 3000 metri
- TEST DI FORZA CON PEDANA DI BOSCO
- TEST ANTROPOMETRICI E RILEVAZIONI CORPOREE
- TEST DI GACON
- TEST DI SINTESI
- TEST DI  RILEVAZIONE DI FLESSIBILITÀ 

Vorrei dare spazio quindi al Test di Sintesi, secondo il mio giudizio molto utile e che ci permette di indagare su aspetti importanti.

I test e metodi di lavoro intermittente stanno ricevendo un’accoglienza e diffusione sempre più ampia nell’area dell’allenamento rivolto al miglioramento dei processi di erogazione di energia aerobici ed anaerobici e della resistenza muscolare.
E’ interessante notare come l’aumento nell’intensità dell’allenamento può aumentare la durata dell’esercizio senza cambiare il VO2 max. Acevedo and Goldfarb 19891seguirono un gruppo di corridori che incrementarono l’intensità del loro allenamento fino 90-95% della max frequenza cardiaca utile. Il programma di lavoro fu eseguito per 8 settimane. Gli atleti migliorarono di 63 s il tempo di percorrenza sulla distanza di gara (10-Km) e abbassarono significativamente la concentrazione di lattato all’ 85 e al 90% del VO2max, ma non si verificò un sostanziale cambiamento nel VO2max 

I principi su cui si basa il lavoro intermittente sono da ricercare nell’affinità con le caratteristiche della prestazione presa in esame:

a)  l’alternanza di sforzi elevati  ad altri meno intensi con pause brevi di recupero,

b)  il reclutamento alternato sia delle fibre veloci (IIb), durante gli sprint,  di quelle veloci resistenti (IIa)  durante la corsa ad alto ritmo,

c)  la produzione “ottimale” di acido lattico 4-8 mmol/L, ne troppo bassa ne troppo alta, sufficiente a stimolare i processi fisiologici di smaltimento dello stesso come substrato energetico, permettendo così il continuo dello sforzo.

Le motivazioni che hanno spinto allo studio di questo test sono:

trovare un test che misuri con tutte le differenze del caso, rispetto a quelli di laboratorio le proprietà metaboliche in regimi di lavoro intermittente.
che sia vicino da un punto di vista biomeccanico all’espressioni di corsa del calciatore.
che fornisca informazioni sullo stato di forma, e che permetta senza speciali apparecchiature a parte il cardiofrequenzimetro di individualizzare i carichi di lavoro per l’omonimo metodo di allenamento, tramite la rilevazione della max F.C. utile.

Questo test che prevede 11 sprint di 20m. rec 20sec + 8min alla max velocità di corsa possibile (dire al calciatore di sparare tutto una volta raggiunto l’ultimo minuto) su percorso a navetta di 20-40-60-80-100m. Il calciatore deve sempre tornare alla linea di partenza  sia dopo ogni sprint, che durante la fase di corsa successiva .

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