Parliamo la stessa lingua

mercoledì 5 giugno 2013

STAGIONE 2013 - 2014 : "NEL DOPO LIVORNO, IL MIO FUTURO TRA LEGAPRO E BULGARIA. NEL FRATTEMPO STUDIO LE METODOLOGIE INGLESI"

Lascio il Livorno Calcio con le stesse emozioni di quando sono arrivato, i caroselli della Serie A, i sacrifici dietro di una stagione, il bene e il calore del mio staff. Unico direi, più che raro. Il calcio è bello sopratutto per questo, per uno come me che a volte, ha bisogno di sentire pressioni e nemici, musi storti e facce finte, perchè.. per quello che mi serve va bene cosi. Credo che nei momenti di difficoltà, di scarso riconoscimento o di troppo, quello che conta per tornare su, è la dedizione totale e la voglia di crederci che conta, in poche parole. Il lavoro. Quello mio poi particolarissimo, carismatico, ingiusto, bello, meravigliosamente sportivo. Ora però quello che conta è il futuro perchè è con quello che uno costruisce le basi della vita professionale.  Lo dissi il primo giorno da Livornese: "Livorno, giuste basi per un futuro migliore". Ora quello che conta è ripartire con tutta la voglia possibile, e non si può fare a meno, anche per me (nel mio piccolo specifico), del walzer della maglia. Innumerevoli contatti, qualche finta di offerta, qualche sogno nel cassetto, qualche posto dove poi, prima o poi.. devi approdarci. Nella prossima stagione ancora (per la prima volta nei miei dieci anni di carriera), non mi trovo a scegliere, perchè quando sei dentro, o balli e ti adatti alla sinfonia, o se fuori dai giochi. "Scrivo questo post perchè siete in tanti, davvero, a stimarmi tanto, sms, facebook e twitter ricoperti di consigli e incoraggiamenti. Questo per me, che sono meridionale, Crotonese nel sangue, vale molto più di una maglia. Quindi cari colleghi e non, voglio condividere con voi questo mio stato attuale, professionale che ancora non ha sbocchi precisi, ma che naviga tra la Lega Pro e la probabilità di un esperienza all'estero targata Bulgaria. Voglio sopratutto dire ai colleghi uscenti dall'universià, di non mollare, di imparare, di aspettare, di ragionare e ragionare ancora. Tenere forte anche fuori dai giochi, perchè siamo professionisti con le valigie in mano, andiamo dove ci sono progetti seri senza affezionarci a nulla, solo al nostro modo di lavorare e migliorare. Ecco perchè nell'attesa del mio nuovo porto da conquistare, giù a capofitto nello studio, analizzando i lavoro atletici da campo delle varie società anglosassoni e olandesi, per migliorare le mie esercitazioni".

Nessun commento:

Posta un commento