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sabato 27 aprile 2013

VALUTAZIONE FUNZIONALE: "LA CRESCITA DELLA FORZA DEL CALCIATORE IN TRE STEP E DUE TEST. COSÌ HO OTTENUTO MIGLIORAMENTI"

La programmazione dell’allenamento nel calcio, deve oggi soddisfare due principali obiettivi, tra l’altro non indipendenti l’uno dall’altro: adeguato condizionamento fisico e prevenzione degli infortuni al fine di ottenere il più alto rendimento possibile della squadra. Tutti i soggetti hanno eseguito dei test di valutazione prima e dopo il periodo preparatorio: SCM (salto con contromovimento), SCMB (salto con contromovimento a braccia libere), Bosco/Vittori (Stiffness test), 30” Jump Test.
Il lavoro proposto su sabbia ha ottenuto adattamenti paragonabili a quelli raggiunti con il metodo degli sprint in salita, e considerando che attraverso questo metodo si riduce il rischio di infortuni muscolari. La veridicità di questa ipotesi, permetterebbe di lavorare con un metodo meno traumatico per le articolazioni, prendendo come assunto che la superficie sabbiosa riduce la “traumaticità” di alcuni esercizi.
Ma i risultati in termini di rendimento fisico sono altrettanto validi rispetto a metodologie di allenamento più tradizionali?
l’allenamento, oltre a preparare un atleta alla gara e a migliorare la sua prestazione, è fondamentale nella prevenzione degli infortuni, se ben programmato ed eseguito attraverso metodi e mezzi adeguatamente scelti. Un buon allenamento deve produrre un adattamento funzionale dei tessuti per prepararli a sopportare sforzi sempre più alti. Un muscolo in grado di produrre una grande forza è inutile con un’articolazione degenerata.
Partendo da questo presupposto, ho voluto verificare la validità di un programma di allenamento per la forza funzionale eseguito su superficie sabbiosa.
I gesti sportivi (come ad esempio salti, skipping, corsa, ecc...) eseguiti su sabbia, anziché su normale terreno di gioco, da una parte sono più costosi da un punto di vista energetico e di impegno della forza (la superficie sabbiosa funge da dissipatore di energia elastica), e dall’altra consentono un appoggio del piede molto più “soft”. In tal modo la struttura tendinea è meno sollecitata e l’impegno meccanico richiesto è più edulcorato. (G.N., Bisciotti, 2004).
E’ necessario inoltre ricordare la valenza propriocettiva che assume un allenamento sulla sabbia dovuta a tutti gli “aggiustamenti” necessari a mantenere l’equilibrio su una superficie cedevole.
Ecco i test utilizzati, nell'arco di tutta la stagione come lavoro di valutazione della primavera Livorno calcio.
CMJ (COUNTER MOVEMENT JUMP): salto verticale con contromovimento, con mani ai fianchi. Consente di valutare l’espressione esplosivo-elastica della forza.
Viene preso in considerazione il CMJ perché coinvolge una catena cinetica controllabile e meno condizionata dagli aspetti coordinativi sport-specifici; è doveroso precisare che spesso la catena cinetica utilizzata nella fase di caricamento in questo tipo di salti risulta essere condizionata da aspetti soggettivi e da interpretazioni soggettive. (C.,Bosco, 1999)
Salto verticale, mani ai fianchi sul posto, partendo da posizione eretta con ginocchio naturalmente esteso. Viene coinvolta la capacità delle strutture di sostegno del muscolo di riutilizzare l’energia cinetica di caduta e le capacità di reazione all’allungamento dei muscoli coinvolti (ossia è un gesto rappresentativo per tutti i gesti sportivi); misura la forza esplosiva elastica; è un indice di allenamento.
CMJ-L (CMJ con braccia libere): salto verticale con contromovimento ed oscillazione coordinata delle braccia per dietro-basso-avanti.
Misura l’espressione esplosivo-elastico-riflessa della forza prevalentemente dei muscoli delle cosce. L’oscillazione delle braccia, nel suo momento verso il basso tende a rafforzare il momento recessivo della contrazione eccentrica nel momento del cambiamento di segno del movimento.
Da questo e dalla coordinazione nella quale avviene la combinazione dei movimenti, si ottiene il “surplus” di elevazione che in questo test si rileva,rispetto al precedente (CMJ). (C.,Bosco, 1999)
(CMJ e CMJ-L sono considerati test rilevanti per la valutazione dell’atleta, per individuarne le caratteristiche di forza senza ricorrere alle valutazioni specifiche delle discipline praticate)

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