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mercoledì 27 febbraio 2013

RIATLETIZZAZIONE: “IL GIOCATORE FREME PER TORNARE IN GRUPPO, VALUTIAMO FORZA E BIOMECCANICA, POI LAVORIAMO SULL’ HIGH PERFORMANCE


Riprogrammare le componenti aerobiche, ritrovare il ritmo concentrando tutto il lavoro sulla massima performance fisica. Il metodo delle ripetute aerobiche in ambito di recupero funzionale, hanno un’importanza non di poca rilevanza. “In ambito generale, c’è un pensiero abbastanza contrastato sull’utilizzo in fase di riatletizzazione, della metodologia delle ripetute aerobiche, circostanza basata, su frazioni di corsa in cui la velocità è mantenuta costante e della durata di alcuni minuti, separata da pause di recupero generalmente non attivo
Le distanze utilizzate in questo frangente (parlando di recupero funzionale di un calciatore) sono comprese tra i 700 e i 1000 metri, composte in metodologia piramidale, in un mesociclo quasi completo. “Molta della mia personale attenzione, durante l’esecuzione, oltre che alla verifica del corretto ripristino della corsa e del suo parametro biomeccanico, va soprattutto alla velocità d’esecuzione della ripetuta atletica eseguite ad una velocità che dovrebbe far riferimento alla velocità di deflessione della F.C. ricavata da un precedente test incrementale”.
L’atleta in esame, recuperato da un infortunio al Legamento Crociato Anteriore, ha osservato dopo le rigorose tappe fisioterapiche, il cosiddetto protocollo di riatletizzazione , arrivando dopo un percorso di due settimane dedicate alla “Riprogrammazione della corsa”, alla seduta sopra citata.
Ho preferito prima di tutto ritornare ad un test valutazionale, anzi tre:
-          Test sulla forza (sq test – cmj jump test)
-          Test dei sei salti
-          Progressione di corsa sui 20 mt – 30 mt
A questo punto, una volta ricavati i dati richiesti, so che il mio atleta può iniziare a lavorare sui parametri condizionali, in primis le ripetute aerobiche, per riportarlo subito in forma e rimetterlo in gruppo. Momento non facile questo, perché avvengono a questo punto dei “ritorni fisiologici” dovuti al ritorno di determinati gesti atletici o minutaggi di corsa a cui il nostro stesso atleta non è più abituato

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