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giovedì 27 dicembre 2012

ALLENATORE SCELTA DI VITA: "L'ESPERIENZA SULLA RIATLETIZZAZIONE, CHE ONORE LAVORARE CON TAVANO E MIGLIONICO"

Nel concetto di preparatore atletico, tutti gli sportivi, critici o addetti ai lavori, hanno visto il ruolo del preparatore atletico da sempre, come quel soggetto, quella figura professionale che ha il semplice compito di poter far correre la squadra. "Di certo il ruolo del preparatore atletico, anzi correggo, preparatore fisico, non è mai stato, e credo mai lo sarà, un ruolo fondamentale nell'ambiente del calcio. Una circostanza positiva, che sempre metto in primo piano, è che il nostro ruolo, il nostro contributo fa parte di tutte quelle piccole componenti che alla fine, formano e definiscono l'unico obiettivo finale, il risultato. Vedete, alcuni di noi, alcuni allenatori, alcuni atleti, vedono questo ruolo come un ruolo inventato, e questo mi fa dispiacere. Dico questo perchè solo chi studia, solo chi suda, solo chi ha la fortuna di avere delle forti esperienze, sa dove questo mestiere ti può portare". Il ruolo di preparatore atletico in ambito della disciplina del calcio non è solo questo, non è solo corsa, ma bensì, recupero funzionale, recupero infortuni, prevenzione, miglioramento della performance attraverso anche le questione neuro-cognitiva. I fattori sono tanti, basta solo saperli leggere.
"Iniziai la mia carriera da recupero infortuni a Crotone stessa, dove grazie ad un centro di riabilitazione recuperavamo i giocatori della prima squadra, non molto rilevante, visto che non eseguivo lavoro sul campo. Successivamente crescendo ho avuto l'opportunità grazie al Kinetic di Pisa, di poter migliorare sul campo questa prerogativa, e li scoprii nuovi orizzonti del mio mestiere, pensavo.. Noi preparatori possiamo osare anche su questo?.. era una bella sfida. E' proprio qui che riuscii a lavorare su calciatori di Serie A e Serie B, che hanno militato in grandi squadre. Le prime esperienze le più belle, con Ciccio Tavano (Empoli FC) e Martin Miglionico (attualmente in Uruguay) ma entrambe al Livorno Calcio in quella stagione. 
Solo un mese di lavoro insieme al primo, ma più di tre con Miglionico, tutto tempo che mi diede un insegnamento importante, innanzitutto rispetto per l'atleta. La mia emozione non era invisibile e la professionalità di questi due calciatori, partiva appunto dal fatto di rispettare un giovane come me, condividendo con impegno i protocolli dettati in quelle sedute. 
Furono i primi due atleti di una lunga lista di altrettanti calciatori, a cui la mia figura professionale avrebbe potuto dare il suo contributo. Oggi di certo agli occhi di tanta gente sembra poco, ma aver assunto la sicurezza e la fiducia di chi mi ha messo li dentro a gestire i recuperi di questi calciatori, mi fa ancora sentire straordinariamente carico e orgoglioso di aver scelto questo mestiere. 
Gente come noi, preparatori atletici di calcio, che lottano ogni decennio con un cambio radicale del calcio giocato, con lo scetticismo accompagnato di allenatori e dirigenti, viaggia con entusiasmo. Senza quello siamo nulla, siamo solo preparatori atletici".

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