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mercoledì 7 novembre 2012

LA POSTURA: "MOMENTO DELLA STAGIONE DA LAVORARE SU CORE STABILITY E PROPRIOCEZIONE? ATTENTI AI SOVRACCARICHI DEL RACHIDE"

Dobbiamo tenere in forte considerazione che l’uomo in stazione eretta non è mai in equilibrio, nella misura in cui il verbo “essere” designa uno stato. Effettivamente l’equilibrio si definisce come due forze allineate, uguali e di senso contrario. Questa situazione delle forze che agiscono sul corpo dell’uomo non è mai acquisita. L’uomo o atleta che si voglia dire, non fa altro che essere dietro al proprio equilibrio; così facendo, manifesta questa proprietà dei corpo che tendono a tornare verso la loro posizione di equilibrio quando non vengono allontanati, e che chiamiamo stabilità. Un pensiero stretto: “in equilibrio ci siamo o non ci siamo. La stabilità posturale, di contro, è un concetto estremamente elastico e ci sono mille modi per l’uomo di mantenersi vicino alla sua posizione di equilibrio. Misurare l’equilibrio quindi diventa un modo importante per valutare la situazione posturale di un soggetto e di un atleta. L’equilibrio non si misura, in quanto non corrisponde a nessuna realtà: “l’uomo non è mai in equilibrio, mentre la stabilità dal canto suo, si misura, almeno le sue proprietà”. E la misura della stabilità, dei suoi parametri, fornisce un ventaglio di valori discreti se cui ogni, turba dell’equilibrio, trova la sua collocazione ed espressione. E’ importante in regime del nostro mestiere di preparatore atletico, ma anche a chi fa questo mestiere, svolgendo il recupero di un infortunio, riuscire a capire ed individuare una sindrome posturale. Attenzione però: “prima di esplorare quella che è la pista posturale, bisogna aver eliminato tutte quelle che possono essere le cause note di differenti sintomi, che ci riconducono ad una particolare patologia”. Esaminare il tono posturale per il preparatore atletico, diventa per me, un compito importante e che tutti noi colleghi dobbiamo sapere valutare con esattezza, per sapere cosa estrapolare come dati valutazionali. Si esamina con una situazione abbastanza classica, il tono muscolare notando la posizione reciproca dei componenti scheletrici, apprezzando la resistenza che i muscoli oppongono al proprio stiramento ed osservando le modificazioni dell’attività motoria. “Nelle valutazioni effettuate durante le mie esperienze di campo, ma anche in fase di recupero infortuni, ho notato che più si esamina il tono muscolare, più mi rendo conto che è indispensabile moltiplicare i test, non fidandosi solo di un esame, ma credendo alla coerenza di una batteria di test. Due piccoli concetti voglio spenderli anche per le modificazioni che avvengono a livello delle attività motorie. I gesti dell’uomo comportano una larga parte di automatismi e la realizzazione armoniosa degli stessi gesti può illuminarci circa il buon funzionamento di questi automatismo. La giusta via delle valutazioni e delle modificazioni a livello posturale, nell’attività motoria, prese maggiore regime e sicurezze con le osservazioni del tono posturale di Fukuda, nel momento in cui ha scoperto i fondamentali riflessi posturali.

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