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mercoledì 12 settembre 2012

FISIOLOGIA: "LAVORIAMO SULLA SOGLIA O SULLA FREQUENZA CARDIACA? IN OGNI MODO SCOPRIAMO LA PARTE CARDIOVASCOLARE"


Ogni preparatore fisico, ogni allenatore o comunque addetto ai lavori, opta sempre per determinate e precise strade, per migliorare quella che è la performance dei propri atleti. Non importa se lavoriamo innalzando la soglia o lavoriamo monitorando la frequenza cardiaca, la cosa più importante è innanzitutto sapere come avviene a livello fisiologico questo grande adattamento. L’allenamento determina adattamenti nel sistema cardiovascolare:
-          dimensione del cuore
-          volume di scarica sistolica
-          frequenza cardiaca
-          gettata cardiaca
"La resistenza cardiorespiratoria è strettamente correlata alla capacità dell’organismo di fornire ossigeno in quantità sufficiente per soddisfare il fabbisogno dei tessuti attivi. Il trasporto e da distribuzione di ossigeno sono funzioni fondamentali che nel loro insieme, sono denominate sistema di trasporto dell’ossigeno.
Ovviamente, la richiesta di ossigeno da parte dei tessuti in attività aumenta durante l’attività fisica. Quando il soggetto raggiunge la massima intensità di esercizio, la massima capacità di trasporto dell’ossigeno può essere limitata da dimensioni del cuore, flusso sanguigno e volume sanguigno".


L’allenamento regolare per la resistenza porta il muscolo cardiaco all’ipertrofia. Una volta ci si preoccupava molto dell’ipertrofia cardiaca, il cosiddetto cuore d’atleta. Per fortuna, oggi sappiamo che l ipertrofia cardiaca costituisce solo un normale adattamento in risposta all’allenamento regolare e continuano nel tempo per la resistenza.
LE modificazioni più evidenti si riscontrano nel ventricolo sinistro  che è la cavità cardiaca maggiormente sollecitata. Durante gli allenamenti contro resistenze, il ventricolo sinistro si deve contrarre opponendosi all’elevata pressione esercitata dalla circolazione sistematica, una situazione descrivibile come un elevato carico aggiuntivo. E’ stato quindi suggerito che, per vincere tale carico, il muscolo cardiaco compensi con l’aumento di dimensioni, aumentando cosi la propria contrattilità.
Pertanto, l’aumento della massa muscolare del ventricolo sinistro è la risposta diretta all’allenamento contro resistenze. Associata a questa modificazione, si verifica anche una diminuzione della frequenza cardiaca sia di riposo sia durante esercizio ad una determinata intensità di lavoro, il che consente un tempo di riempimento diastolico più lungo.
La maggior parte degli studi dedicati alle modificazioni delle dimensioni del cuore indotte dall’allenamento sono state condotte con ricerche, in cui viene effettuato un raffronto tra soggetti allenati e soggetti sedentari, non allenati. 
LA FREQUENZA CARDIACA
A riposo, può diminuire sensibilmente in risposta all’allenamento per la resistenza prolungata. In un soggetto sedentario, la frequenza diminuisce, generalmente di circa un battino/min a settimana nel periodo iniziale dell’allenamento. Diminuisce anche la frequenza cardiaca durante l’esercizio sub massimale; dopo 6 mesi di allenamento moderato si possono registrare diminuzioni comprese tra i 10 – 30 battiti/min
La frequenza cardiaca massimale rimane invariata, oppure diminuisce di poco, in risposta all’allenamento. Un eventuale diminuzione serve probabilmente ad ottimizzare il volume di scarica sistolica, in modo da massimizzare la gettata cardiaca. 

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