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giovedì 12 aprile 2012

VALUTAZIONE FUNZIONALE: " IL METODO DI FORZA ISOINERZIALE PER VALUTAZIONE LA BIOMECCANICA MUSCOLARE"


Valutare lo stato funzionale di un arto significa, soprattutto nel caso di uno sportivo,  stimare le sue 
possibilità di espressione di movimento durante un naturale pattern di attivazione neuromuscolare. 
In questa definizione, il termine effettivamente importante è “naturale”, nel senso che la valutazione 
effettuata normalmente, e d’altro canto giustamente, in condizioni standardizzate e quindi 
abbastanza lontane da quello che è il comportamento neuro muscolare richiesto nella situazione 
tecnico-sportiva specifica, deve comunque poter fornire dei dati tali da offrire l’opportunità di 
estrapolare con la massima affidabilità possibile  il comportamento neuromuscolare dell’arto 
testato, in condizioni per così dire “asettiche”, quando quest’ultimo sia calato nel movimento 
tecnico specifico. Per questo motivo nella concettualizzazione di questa nuova  batteria di test mi 
sono in un primo momento essenzialmente  concentrato su di un’analisi critica della  metodologia di 
valutazione isocinetica e sulla sua affidabilità  nel poter fornire risposte idonee in questo senso. 
Solamente dopo questo tipo di riflessione mi sono posto il problema di come creare una batteria di 
test isotonici che potessero costituire una valida alternativa alla metodica d’indagine isocinetica che, 
come ho cercato di sintetizzare nelle poche note  che seguono, in effetti mostra dei grossi limiti 
concettuali ed interpretativi per ciò che riguarda l’indagine del comportamento neuromuscolare in 
una situazione di attivazione naturale.
Molti dati disponibili in bibliografia dimostrano come,  durante un movimento balistico che preveda
una fase di allungamento-accorciamento, la restituzione dell'energia elastica, accumulata durante la
fase eccentrica, sia in grado di spostare la relazione forza-velocità in alto e verso destra. In altre
parole, l'intervento dell'energia elastica restituita dalla SEC, permetterebbe  al muscolo di generare,
a velocità di contrazione elevate, delle forze  molto superiori di quanto non potrebbe fare, nelle
stesse condizioni, la sola componente contrattile (Bosco, 1985; Wilson e coll.,1991).
Oltre a questo ruolo di "potenziamento" della produzione di forza, comunque non sottovalutabile,
visto che lo stoccaggio di energia potenziale può  essere dell'ordine di 40-60 J per dei gruppi
muscolari in condizioni di contrazione massimale, la SEC svolge anche un ruolo di tipo protettivo,nei confronti delle strutture articolari e periarticolari, in caso di brusche e repentine contrazioni
muscolari (Bouisset e Maton, 1995).
A questo proposito, è interessante ricordare come in alcune tipologie di atleti, vedi i calciatori, che
si trovino a lavorare su terreni morbidi, che limitano fortemente lo stoccaggio e la restituzione di
energia elastica da parte della SEC, si possano registrare  delle perdite delle caratteristiche elastiche
muscolari, che li esporrebbero ad un maggior rischio di lesioni in caso di eventi di tipo traumatico

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