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martedì 3 aprile 2012

FORZA: "LAVORIAMO SULLA FORZA, VALUTIAMO LA PREDISPOSIZIONE DEL MUSCOLO"



Sino a poco tempo fa i club professionistici di calcio in Spagna hanno posto poca enfasi sull’allenamento di forza e potenza. La motivazione potrebbe risiedere nella vecchia credenza con la quale si pensava che l’allenamento per migliorare la forza è causa della riduzione della velocità e della tecnica dal momento che produce masse muscolari voluminose. Un altro motivo potrebbe essere stato quello che molte squadre professionistiche normalmente hanno un solo   preparatore atletico (talora senza un contratto a tempo pieno); la presenza di un preparatore specifico per l’allenamento di forza rappresenta un’eccezione.
E’ noto che le azioni eccentriche dei muscoli generano una forza maggiore con un livello di attivazione più basso e sottopongono i muscoli a danni più severi di quanto non accada con azioni concentriche. E’ universalmente accettato che gli infortuni muscolari spesso avvengono mentre il muscolo contratto viene improvvisamente stirato oltre il suo limite. Esercizi non familiari che comportano repentine contrazioni eccentriche sono spesso all’origine  di danni muscolari i cui sintomi includono perdita di forza, dolore e rigidità muscolare.

In seguito al recupero  completo, la ripetizione dello stesso esercizio comporta sintomi minimi legati al danno muscolare. Questo fenomeno è conosciuto  come “effetto da sforzo ripetuto”. 
L’esatto meccanismo  di questo adattamento non è ben conosciuto, ma sembra che ci possa essere un adattamento nervoso, meccanico e cellulare. E’ evidente, tuttavia, che se la soglia alla quale si verifica la perdita di produzione di forza si innalza e aumenta la capacità si sopportare il carico eccentrico, si verifica un effetto protettivo. Queste sono le ragioni principali  per cui oggigiorno l’allenamento eccentrico è accettato come il modello preferito per prevenire lesioni muscolari. 

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