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venerdì 20 aprile 2012

BIOMECCANICA: "LA PERFEZIONE DEL GESTO MOTORIO NEL CALCIO E' IMPORTANTE, PERFEZIONIAMO LA CORSA"

La corsa, nonostante sia per l’uomo un’attività istintiva e naturale, presenta un’obbiettiva complessità meccanica, in una sua prima analisi, sia pur ridotta e semplificata, possiamo notare come l’energia cinetica (Ecin = _ M · V2) e l’energia potenziale (Epot = m·g ·h) risultino in fase tra loro e come altresì durante la fase di volo nessun tipo di forza esterna, essendo la resistenza dell’aria trascurabile, possa apportare delle modifiche alla bioenergetica del moto stesso.
Inoltre nelle prima parte della fase di volo Epot aumenta a causa della diminuzione dell’ Ecin e diminuisce nella seconda parte quando a sua volta si tramuta in Ecin.
Infine nel momento in cui il piede prende contatto al suolo, si ha una diminuzione dell’energia totale (Etot) del sistema poiché si verifica un abbassamento del centro di gravità simultaneamente alla decelerazione.
Da un punto di vista puramente meccanico quindi la corsa è assimilabile alla successione di rimbalzi di un corpo elastico in cui si possono distinguere una fase aerea effettiva ed un tempo di contatto effettivo.

 Il controllo della frequenza e dell’ampiezza del passo sono parametri fondamentali nella valutazione dell’andamento generale della corsa, e costituiscono un aspetto assai importante al fine di ottenere un tipo di corsa il più economico possibile che permetta di realizzare la più alta velocità media in rapporto alla distanza da percorrere. Il concetto di frequenza può essere definito come il numero di movimenti completi compiuti da un punto P nell’unità di tempo (f=1\t), che nel caso specifico della corsa diviene f=1/( Tc+Tv ), dove Tc è il tempo di contatto del piede al suolo e Tv il tempo di volo; tale valore risulta dipendente sia dal numero dei passi che dal tempo considerato.

 Il dispendio energetico della corsa quindi sarebbe fortemente correlato al numero delle fasi di accelerazione ed alla velocità media da mantenersi in funzione delle accelerazioni stesse nonché al cambio di frequenza di passo che tali fasi di accelerazione e decelerazione comportano, come vedremo più avanti infatti l’adozione di una frequenza di passo che si allontani dalla frequenza naturale, comporta un maggior dispendio energetico.

 L’ottimizzazione dei vari parametri che costituiscono quella che per l’uomo risulta essere una delle attività più istintive e naturali quali la corsa comporta, nel momento in cui la performance venga estremizzata come nella realtà sportiva di alto livello, una profonda conoscenza di tutti i suoi aspetti biomeccanici ed energetici.
Per questo motivo non solo sarebbe auspicabile una profonda conoscenza teorica di questi ultimi anche da parte del tecnico sportivo ma ancor di più risulterebbe fondamentale una stretta collaborazione tra il ricercatore e l’ "uomo di campo" allo scopo di individuare su solide basi scientifiche le migliori metodologie di allenamento atte al miglioramento della prestazione onde evitare l’applicazione di una linea metodologica di lavoro basata su quel tanto sino ad oggi utilizzato metodo di apprendimento" per prove ed errori" che nasce da un sostanziale empirismo valutativo e che non ha più ragione di esistere nell’ambito della prestazione sportiva di alto profilo qualitativo.

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