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giovedì 12 gennaio 2012

PREVENZIONE: "LA PUBALGIA, PRIMA DI DIAGNOSTICARLA, COMBATTIAMO LE SUE INSORGENZE"

Per molti noi preparatori fisici, è sempre stata una patologia, che nel calcio frequentemente si verifica, e quando arriva, spesso trova spazio una dilungata sosta  prima di ritornare in campo. 
PERSONALMENTE HO SEMPRE PRESO  CON LE MOLLE QUESTO TIPO DI INFORTUNIO, CHE SOPRATUTTO NELL'AMBITO GIOVANILE, VISTO I VARI CAMBI FISIOLOGICI, TENDONO A VERIFICARSI. LEGGENDO UN'ACCURATA RICERCA SCIENTIFICA SUL CASO, QUASI IL 12% DEI CASI IN RELAZIONE, SONO CAUSATI DA PUBALGIA BILATERALE, INVECE PER IL 40% DEI CASI LA REGIONE ADDUTTORIA, E SOLO NEL 6% DEI CASI LA ZONA PERINEALE.
COMBATTO QUESTA PATOLOGIA CON MOLTA PREVENZIONE, UTILIZZANDO MOLTA PREPARAZIONE DI POSTUROLOGIA, E TANTA CORE STABILITY, QUEST'ULTIMA SEMPRE PIU' IN CRESCITA. 
Partendo con calma nella mia spiegazione, inizierei dai sintomi soggettivi che sono identificabili principalmente nel dolore e nell'impotenza funzionale. La sintomatologia dolorosa presenta delle intensità molto variabili, che possono andare dal semplice fastidio, la cui insorgenza è determinata  dalle sollecitazioni delle zone anatomiche interessate, sino al dolore acuto di intensità tale da compromettere anche la normale vita quotidiana.
Il dolore potrebbe irradiarsi, estendendosi lungo la muscolatura adduttoria e addominale, in direzione del perineo e degli organi genitali, generando in tal modo, dei possibili errori diagnostici.
Dal punto di vista oggettivo, il paziente lamenta dolore alla palpitazione ed allostiramentocontro resistenza, prestando attenzione a come il paziente si muove. UTILIZZO PRINCIPALMENTE  5 TEST PER LE VALUTAZIONI :
- Test  per il muscolo ileopsoas
- Test per il muscolo retto dell'addome
- Test per il muscolo adduttore ed obbliqui dell'addome
- Test per i muscoli adduttori
- Test per il muscolo otturatore esterno
In ogni caso il trattamento conservativo della pubalgia deve necessariamente conformarsi  ai seguenti criteri, almeno secondo il mio punto di vista:
- attenzione sulla tipologia anatomo-clinica
- l'età del paziente
- il livello sportivo dell'atleta
- l'intensità e la tipologia della sintomatologia dolorosa
OLTRETUTTO UN RISPETTO PER LA PREVENZIONE A QUESTA PATOLOGIA (COMUNQUE LARGA E CHE SICURAMENTE APPROFONDIRO'), DEVE ESSERE CENTRATO SULLA QUESTIONE FUNZIONALE, COSA ALLENARE, COME PREVENIRE E A LIVELLO FISICO DOVE DOBBIAMO ANDARE A LAVORARE BENE. 
- Rinforzare la muscolatura addominale in toto e in particolar modo quella dei muscoli obbliqui e del terzo inferiore del retto addominale.
- Allungamento della muscolatura adduttoria
- condizionamento e rinforzo sinergico della muscolatura addominale, adduttoria, abduttoria e lombare.

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