Parliamo la stessa lingua

lunedì 23 gennaio 2012

FISIOLOGIA 2A: "LO STRETCHING NEL CALCIO, FOCALIZZIAMO L'ELOGNAZIONE MUSCOLARE NEL MOVIMENTO BIOMECCANICO"

Il secondo post riguardante l'utilizzo dello streching nel calcio, porta attenzione sempre sulla base della fisiologia, e in particolar modo a quelle che sono le resistente biomeccaniche a livello muscolare, sulla sua elongazione. Tenendo presente che lo spirito primario è quello di salvaguardare per bene il muscolo durante il suo utilizzo e il suo allungamento.
"NEL CORSO DELL'ALLUNGAMENTO MUSCOLARE SI DISTINGUONO DUE FASI: NELLA PRIMA L'ALLUNGAMENTO SAREBBE PRESSOCHE' TOTALMENTE A CARICO DEI MIOFILAMENTI DI ACTINA E MIOSINA, FACILMENTE ELONGABILI, MENTRE NEL CORSO DELLA SECONDA SAREBBERO I FILAMENTI DI TITINA (PROTEINA MOLTO ELASTICA CHE COSTITUISCE CIRCA IL 12% DELLA MASSA TOTALE DELLA MIOFIBRILLA"

Teniamo ben presente che nella caratteristica della costruzione muscolare una caratteristica particolare è costituita dalla posizione centrale dei filamente di miosina all'interno delle due linee Z; tale posizione è mantenuta anche quando il sarcomero è allungato, come durante lo stretching. Questa centralità della posizione del filamento di miosina è resa possibile dalla presenza dei filamenti di titina.
"LA CONSIDERAZIONE FINALE CHE VOGLIO FARE, E' CHE IN ALCUNI STUDI SI E' SPECIFICATO E DIMOSTRATO COME IL SARCOMERO PUO' ESSERE ALLUNGATO SINO AL 150% DELLA SUA LUNGHEZZA DI RIPOSO, ANCHE SE NON E' STATO SCENTIFICAMENTE PROVATO IN TUTTO E PER TUTTO. QUELLO CHE VOGLIO SOTTOLINEARE E' IL FATTO CHE GLI ELEMENTI CONTRATTILI DEL MUSCOLO (SARCOMERI) NON COSTITUISCONO UN FATTORE LIMITANTE ALL'ALLUNGAMENTO DEL MUSCOLO STESSO, QUANDO QUEST'ULTIMO SI TROVA IN UNO STATO DI RILASSAMENTO"

Nessun commento:

Posta un commento