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giovedì 1 dicembre 2011

SUL CAMPO:" E.S.A. COSA TENER CONTO PER VALUTARE?"


Dall'estrapolare continuo di percorsi letterari, legati alla cinetica della fisiologia, volevo portare in superficie, quello che è diventato uno dei miei principali metodi utilizzati in allenamento e in partita per arrivare a capire qual'è l'entità di stimolo.
Per calcolare l'entità dello stimolo assoluto (ESA) è indispensabile tener conto di dati precisi.
- Attività totale della sedutar
- Totale delle pause osservate tra le serie
- l'NTR numero totale delle ripetute 
Nella prima fase bisogna tener cono della distanza complessiva percorsa dal gruppo nella seduta di lavoro, ovvero la somma dei secondi in cui lui stesso è impegnato.
Nella seconda fase, invece si tiene conto della somme dei secondi relativi a tutti le micropause e macropause.
Nella terza fase riguarda il numero tolale delle ripetizioni racchiuse nella seduta.
"QUANDO VADO A CALCOLARE IL TUTTO, TENGO IN CONSIDERAZIONE UNA SOLA RIPETIZIONE, SE LA DISTANZA PERCORSA, VIENE EFFETTUATA A RITMO COSTANTE. SE INVECE CAPITA CHE , DURANTE UNA ESERCITAZIONE, VIENE EFFETTUATO UN CAMBIO DI RITMO, UNA FRENATA ED UNA RIPARTENZA O UN CAMBIO DI DIREZIONE, VENGONO COMPIUTE ALLORA DUE RIPETIZIONI. E' DI MIA USANZA SUDDIVIDERE LE ESERCITAZIONI DALLE ESERCITAZIONI, DA SECCO A LAVORO CON PALLA, TUTTE CON LA STESSA PREROGATIVA, INTENSITA"
E' possibile oltretutto ritrovare un'ESA per l'esercizio di gara dove il calcolo però risulta essere più elaborato, in quanto, dopo aver calcolato l'ESA con la formula adatta, tale dato va perfezionato applicando un apposito coefficiente, in funzione del numero dei giocatori che partecipano alle varie mini partite, in quanto ciò condiziona il loro impegno.

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