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giovedì 10 novembre 2011

SMALL SIDE GAMES: "CREARE INTENSITA', SPIARE LA FATICA, CON PARTITE A TEMA"

La prima volta che ho sentito parlare degli Small Side Games, mi sono subito posto un punto interrogativo, il metodo prettamente usato in Major League, negli Stati Uniti, ha subito scaturito un certo mio interesse e ne ho iniziato a studiare la didattica di esecuzione.
Gli SSG, hanno delle precise regole di svolgimento, e da un mesetto ne ho modificato il modo di riportarlo sul campo. Elaborando già tipologie diverse, tra esecuzione, carico e recuperi, ho per la prima volta riportato l'aspetto pratico in campo, ricevendo ottimi risultati. 
L'obiettivo: creare intensità alta con partitine a tema, quattro campi, quattro modi diversi di giocare. Nella seduta effettuata dal sottoscritto, ecco il materiale che mi è servito per poter comporre questo lavoro:
I MEZZI: 20 giocatori, 2 porticine, casacche, cinesini, palloni, un allenatore per essere aiutato. 
IL METODO: Immaginate un campo da gioco, campi (12x12 ad ogni angolo di campo), con un 3v3 per le partitine su campo 1 e 4 (in diagonale rispetto all'altro), e altri due campi (10x10) con un 2v3 in inferiorità numerica. Tempi e recupero delle partite sono a discrezione di Preparatore Fisico e Allenatore. 
NEL CONTESTO: Nel caso degli Allievi Nazionali, l'obiettivo era il lavoro organico, cercando di ripristinare sullo stesso livello, il debito di lavoro muscolare sull'intero gruppo, e riportarlo appunto allo stesso modo con tutti i componenti. Per risposta fisiologica, il risultato dovrebbe dare il giusto "cocktail" per quello che noi vogliamo raggiungere..
SUL CAMPO: " A fine esercitazione ho chiesto ad ognuno di loro la percezione di Borg: è stato davvero eccezzionale la risposta, perchè il risultato ha dato quello che io ricercavo prima dell'esercitazione: ovvero, chi era più affaticato, ha percepito un lavoro muscolare, meno sostenuto, rispetto agli elementi che fino ad oggi, hanno riportato maggiore minutaggio in campionato, e che venivano dalla gara di domenica (+48 h). 
Eppure tutti hanno lavorato, lo stesso tempo tempo, tutti hanno effettuato al meglio la trasformazione a secco (che avveniva ad ogni mio fischio per invertire i campi di gioco) e tutti hanno mostrato la massima intensità. Questo mi porta a capire che in fondo in fondo, l'Italia, che viene dalla nota fama dei migliori preperatori fisici negli ultimi 30 anni, qualcosa, da copiare dall'altra parte dell'Oceano, c'è l'ha. Intensità - intensità - intensita. Ed il lavoro paga sempre.


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