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lunedì 28 novembre 2011

PRE-PARTITA : "NEL WARM-UP, PSICOCINETICA, NON SOLO RISVEGLIO MUSCOLARE"

FONDAMENTALI DI PSICOMOTRICITA'
La PSICOMOTRICITA’ finalizza l’esperienza sportiva (nel nostro caso calcistica) allo sviluppo completo della persona, in rapporto attivo con il suo ambiente e non si presta a strumentalizzazioni che la facciano deviare dal suo ambiente primario. In definitiva la PSICOMOTRICITA’ considera l’apprendimento sportivo, integrato con tutti gli altri aspetti della personalità.
"DA MOLTI ANNI, HO SEMPRE IMPIEGATO, TOTALE INDIVIDUALIZZAZIONE NEL RISCALDAMENTO PRE-PARTITA. CAMBIA IL CALCIO, CAMBIA IL MODO DI MUOVERSI DURANTE LA PARTITA, E ALLORA MI SONO DOMANDATO, SARA' GIUSTO E FONDAMENTALE FARLO ANCHE NEL RISCALDAMENTO?. QUELLO CHE IO CHIAMO (IN GERGO MOTORISTICO WARM-UP, HA SEMPRE SIGNIFICATO PER ME MOLTO IMPORTANTE, E PIUì LO PENSO E PIù' LO RIPETO NEI MIEI POST. IL RISCALDAMENTO E' IL NOSTRO BIGLIETTO DA VISITA. E NEL MIO BIGLIETTO DA VISITA, UTILIZZO MOLTA PSICOCINETICA".
 Nel Settore Giovanile, a partire dalla categoria giovanissimi,come prosecuzione naturale del lavoro Psicomotorio svolto durante il periodo della Scuola-Calcio, ritengo opportuno fare ricorso alla PSICOCINETICA o PSICODINAMICA, intesa in qualità di branca della PSICOMETRIA, scienza che studia i rapporti tra i fatti psichici e lo spazio, con una logica matematica e fisica più rigorosa rispetto all’ERA DELLA PSICOMOTRICITA’. In questo periodo evolutivo, ritengo opportuno parlare a livello metodologico ed educativo, per una connotazione più globale, nello sviluppo delle principali aree di allenamento calcistico, di PSICODIDATTICA o meglio ancora in base all’area di riferimento di :
1)PSICOTATTICA 2)PSICOTECNICA 3)PSICOATLETICA.
Con la PSICODIDATTICA, si cercherà, in ogni situazione, di sviluppare i processi di apprendimento ed insegnamento, in rapporto alle condizioni sociali, ambientali e psicologiche.
La tecnica di base, la tattica e la preparazione atletica, dovranno essere sviluppate in modo sinergico con la “preparazione mentale” dell’atleta, che si compone di memoria, percezione,capacità di concentrazione, capacità di analisi della situazione. Quindi una moderna metodologia di allenamento, deve necessariamente tener conto, non solo degli effetti (passaggio- tiro in porta- colpo di testa…: in definitiva risposta motoria in generale), ma anche delle cause (elaborazione mentale della risposta motoria, creazione del progetto motorio, verifica delle esperienze precedenti)
Nel lavoro PSICOCINETICO l’allenamento deve essere particolarmente metodico ed ordinato, deve darsi una programmazione precisa e porsi obiettivi semplici. Le esercitazioni, inizialmente dovranno essere di facile risoluzione, per evitare atteggiamenti di rifiuto e stimolare, di contro, un atteggiamento critico, costruttivo da parte dei giocatori.
I tempi di lavoro non dovranno essere troppo lunghi (15’-20’ a seduta) e dovranno prevedere adeguati recuperi (ogni 3’-4’). I recuperi andranno utilizzati per valutare confrontare le eventuali difficoltà riscontrate. Risulta sconsigliabile effettuare lavori PSICOCINETICI in vicinanza delle competizioni, fatti salvi quelli già abbondantemente acquisiti e consolidati in maniera decisa.
In questo caso si lavora in funzione dei processi attentivi e della concentrazione. La maggior parte dell’attività PSICOCINETICA, va svolta lontano dalle gare, specialmente in fase di preparazione pre-campionato.

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