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sabato 6 agosto 2011

PROPIOCETTIVA: "Un buon allenamento ne riduce i traumi"

La scienza e lo studio sull'allenamento ha orientato sempre l'attenzione nei riguardi delle componenti propriocettive e dell'influenza di queste, sia sulla prestazione di routine (postura eretta), sia su prestazioni agonistiche di elevata qualificazione, (stacco monopodalico e successivo cambio di direzione). L'introduzione di nuovi sistemi di valutazione delle gestione del disequilibrio ha confermato come quest'ultimo sia influenzato in modo determinante dalla consapevolezza delle informazioni propriocettive in ingresso.
L'insorgenza, durante o dopo di un trauma distorsivo è causa di deficit propriocettivi capaci di innescare un processo in cui l'instabilità funzionale conseguente comporta recidive sulla stessa struttura anatomico funzionale.
Risale quindi in cattedra tutto quello che riguarda, i ruoli che svolgono: i fusi neuromuscolari, organi tendinei del golgi e le altre terminazioni libere).
Una carta che possiamo giocare a nostro favore, è il continuo monitoraggio (che ho appreso nella mia breve esperienza al Milan-Lab), del nostro atleta sotto il punto di vista dell'esecuzione del gesto, sia tecnico che atletico. Un esperimento che io stesso ho iniziato da quest'anno e che spero possa restituirmi i risultati che mi sono prefissato. 

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