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domenica 5 giugno 2011

Sviluppiamo la forza: "TRAINO E SPRINT IN SALITA: MODELLI CHE MI HANNO DATO RISULTATO"

GLI SPRINT IN SALITA
La corsa in salita aumenta la sollecitazione a carico della muscolatura estensoria delle anche, diminuendo l'ampiezza dei passi e aumentando il tempo di appoggio. Particolare attenzione deve essere posta, quindi, da parte dell'atleta nel rendere massima l'ampiezza della corsa.
Gli sprint in salita si eseguono su tratti che presentano pendenze piuttosto elevate, comprese tra i 12/20% e su distanze che vanno dai 30 agli 80 mt. La quantità di lavoro oscilla fra i 200 e 500 mt in rapporto al metraggio utilizzato.
La biomeccanica dello sprint in salita, comporta una minore apertura del passo rispetto allo sprint in piano, dal momento che ogni appoggio successivo avviene in un punto più alto rispetto al precendente, escludendo in tal modo, possibili rischi per la muscolatura posteriore.

IL TRAINO
Esso è probabilmente l'esercitazione appartenente al gruppo del metodo resistivo maggiormente utilizzata. Aumentando la resistenza che si oppone al movimento d'avanzamento si richiede all'atleta un sostanziale aumento di forza, soprattutto a carico della muscolatura estensoria dll'anca e del ginocchio.
La lunghezza della fase di sprint con traino maggiormente usata dal sottoscritto è quella sui 30 mt, utilizzando la fase di partenza con traino e restanti 10 mt. in trasformazione senza essa.
L'entità del traino ovviamente dipende sia dal peso del traino stesso, che da coefficiente d'attrito di quest'ultimo sulla superficie su cui si effettua. Il numero di esecuzione è compreso tra 4 e 8 rispettando le pausa tra le serie (2 o 3').

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