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giovedì 12 maggio 2011

Core Stability: "LE AZIONI PRIMORDIALI"

Per iniziare a comprendere meglio come ho introdotto la Core Stability nel mio programma riabilitativo, e quindi prendere il concetto di Funcitional Training, occorre magari ripensare ai movimenti primordiali appunto, che l’uomo acquisiva e praticava quotidianamente per necessità.
Le posizioni primitive e i circuiti di schemi centrali sono da considerare di primaria importanza per chi lavora in ambito sportivo.
-         Stazione eretta
-          Deambulazione
E’ sufficiente soffermarsi a guardare il modo di muoversi durante il gioco dei bambini, ancora privi dei condizionamenti motori che la quotidianità  poi trasmette, per capire quanto completo ed armonico sia il movimento umano durante il gioco naturale.
In esso si riscontrano movimenti che coinvolgono tutte le varie parti del corpo (braccia, busto, spalle, testa, coscia) e li ho classificati in rapporto alle escursioni ed ai piani di movimento:
-         Flessione ed estensione
-         Adduzione ed abduzione
-         Slancio e oscillazione
-         Supinazione e pronazione
-         Elevazione ed abbassamento
-         Torsione     - Inclinazione
-         Spinta
Attualmente penso che la vita, come lo sport, è un insieme di eventi caotici e imprevedibili e pertanto diventa importante ricreare in ambito fisico, come già avviene nello sport, movimenti che il sistema nervoso possa, di volta in volta riconoscere, adattandosi efficacemente.
Gli allenatori, e noi preparatori atletici abbiamo come primo compito quello di salvaguardare la salute fisica del parco giocatori che la società mette loro a disposizione. Ciò per condizionarli nello stesso tempo verso un impegno motorio caratterizzato prevalentemente da forme di opposizione alle forze gravitazionali che agiscono sul loro corpo.
E’ per questo necessario che il corpo metta in moto sinergicamente una nutrita serie di muscoli avvalendosi di lavori presso ultime e ultramoderne palestre.
Il giusto inquadramento della complessa attività muscolare nel calciatore è quello che vede il suo corpo come una grande e unica orchestra. La fluidità del movimento è assicurata dalla connessione osteo-muscolo-articolare, che prende il nome di catena cinetica, intesa come successione di movimenti elementai che fanno perno su articolazioni contigue e fra loro funzionalmente unite.
Per migliorare la funzionalità delle catene cinetiche, siano essere aperte (quando il movimento dell’articolazione distale è libero e non vincolato come nel caso dell’arti inferiori e superiori) o chiuse (quando lo svolgimento dell’articolazione distale è vincolato ed incontra una certa resistenza come ne caso del bacino)
Occorre allenare il movimento in modo integrale. Infatti agire sul singolo muscolo isolato non farà altro che interrompere la catene cinetiche con conseguente dispersione di potenza. Si identificano  tre tipi di catene cinetiche:
-          Catene articolari                    - Catene Muscolari                       - Catene Miofasciali

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