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sabato 21 maggio 2011

FISIOLOGIA: "IL METABOLISMO NEL CALCIATORE"

Le caratteristiche tecniche del calciatore moderno si possono dividere in movimenti senza il pallone e movimenti con il pallone. Ai primi appartengono la corsa, i cambi di direzione, i salti da fermo ed in movimento, le finte di corpo, il contrasto. I movimenti con il pallone sono: la ricezione, il controllo e la guida della palla, i controlli orientati, il superamento dell'avversario (dribbling e finte), il contrasto per guadagnare o mantenere il possesso della palla, la realizzazione di passaggi lunghi e precisi e corti e veloci, l'efficacia nel gioco aereo (colpo di testa), la capacità di concludere a rete (tiro in porta, conclusioni in zona d'attacco). Il bagaglio tecnico dev'essere completo ed applicabile in regime di velocità e variabilità.
Durante un incontro di calcio, i giocatori sono sottoposti a differenti tipi di attività fisiche, le quali vanno dallo stazionare alla corsa massimale, la cui intensità può variare in qualsiasi momento; queste peculiarità conferiscono alla disciplina le caratteristiche di “sport aerobico – anaerobico alternato o disciplina di tipo intermittente”.
Le richieste fisiologiche nel calcio sono, pertanto, più complesse di quelle di molti sport individuali: infatti, esse sono strettamente correlate alla capacità fisica del calciatore, la quale si distingue nelle seguenti componenti:
- abilità a compiere un esercizio fisico di tipo prolungato ed intermittente;
- abilità a compiere un esercizio fisico ad alta intensità;
- capacità di sprint;
- capacità di sviluppare un elevato livello di potenza in una singola azione di gioco (calciare la
palla, saltare, contrastare, etc.)
Un’altra considerazione riguardo alla disciplina e al dispendio energetico è quella del ruolo che ogni calciatore ricopre in squadra: i centrocampisti, p.e., percorrono una distanza più lunga rispetto agli altri componenti della squadra, anche se questa è svolta ad intensità minore, mentre il portiere è coinvolto in brevi fasi di intensa attività che richiedono elevate espressioni di potenza intervallati a periodi di riposo abbastanza lunghi (Bangsbo, 1995).
Diversi autori hanno analizzato la qualità dei vari tipi di attività: solo il 5% circa degli scatti raggiunge una distanza di circa 60 m, mentre la maggioranza di essi è inferiore ai 20 m. Inoltre, solo l’11% della corsa effettuata è percorsa ad un’andatura veloce (Reilly & Thomas, 1976), mentre l’8% è percorsa alla massima velocità individuale (Ekblom, 1986).

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