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martedì 29 marzo 2011

VALUTAZIONE FUNZIONALE: " Le mie considerazioni "

Le caratteristiche bio-meccaniche degli esercizi, classificandoli sulla base dell’intensità (meccanica e metabolica) che può essere costante, variabile o mista. In tutti e tre questi casi l’esercizio può essere somministrato continuamente oppure in modo intermittente.
Personalmente classifico in diverse tipologie principali gli esercizi che possono essere comunque distinti considerandone l’intensità, nei miei anni di professione, ho sempre utilizzato l’esercizio intermittente. Per intermittente si intende il susseguirsi di alcune fasi di esercizio che può essere di intensità costante o variabile, intervallate da periodi di riposo, oppure da momenti di minore intensità. Questa tipologia è caratterizzata:
-          dal numero di fasi, che prendono il nome di ripetute se l’intensità è sempre la medesima della loro durata
-          dalla durata delle pause e/o delle fasi di esercizio a minore intensità
-          dall’intensità metabolica di ogni fase.
I test incrementali sono proposti con lo scopo di indagare le relazioni tra alcune variabili massimali e sub-massimali e le prestazioni di resistenza.
E’ chiaro che possono avere scopi differenti negli atleti rispetto ai sedentari o ai soggetti portatori di una qualche patologia, ma va sempre ricordato che forniscono indicazioni sulla capacità di resistenza.
Tendenzialmente i test per determinare la massima potenza aerobica prevedono incrementi di modestia entità, ma relativamente frequenti, fino al raggiungimento della massima potenza, per cui sono sempre massimali. D’altra parte, per i test di soglia si preferisce protrarre ogni carico per alcuni minuti e questi sono sempre sub-massimali, anche se l’ultimo carico può risultare abbastanza impegnativo.
La valutazione fisiologica insieme ai rilevamenti biomeccanici di ergonomia della prestazione si prefiggono i seguenti obiettivi fondamentali:
a)       controllo e ottimizzazione dell’allenamento
b)       diagnosi funzionale
c)       ricerca ed identificazione del talento
d)       valutazione delle qualità fisiche
Le valutazioni funzionali delle caratteristiche fisiologiche di un atleta devono essere sistematicamente realizzate, dato che sono parte integrante dello sviluppo dell’allenamento. Ai fini di poter contribuire positivamente al processo di allenamento, occorre utilizzare prove specifiche di valutazione che vengono definite <test>.
Un test per essere considerato prova di valutazione scientifica, deve possedere determinati requisiti. Pertanto ogni test deve essere riproducibile (quindi attendibile), valido, obiettivo, specifico e logisticamente realizzabile.
In mancanza di una di queste qualità, le caratteristiche diagnostiche della prova stessa scompaiono.
La riproducibilità, ovvero l’attendibilità, è una caratteristica fondamentale di una valutazione diagnostica. Esprime la possibilità di ottenere risultati simili in prove successive, da parte dello stesso soggetto. Le prove devono essere eseguite nelle stesse condizioni sperimentali (intese come temperatura e vari fattori ambientali). Se i valori di un prova cambiano da un giorno all’altro (per esempio un test effettuato sulla velocità) le cause di queste differenze possono essere di due diverse nature: una di natura biologica, una di fattore sperimentale.
Anche la validità rappresenta una capacità diagnostica di evidenziare caratteristiche specifiche e ben determinate con valenze proprie di natura fisiologica, senza offrire possibilità alcuna a fattori esterni non controllabili.
Un test può essere considerato valido se valuta nel modo più accurato, le proprietà biologiche che è previsto debba diagnosticare.
Altra caratteristica fondamentale di un test è la sua obiettività. Infatti l’interpretazione del risultato non deve essere influenzata dall’operatore, questa si raggiunge quando non apprezzabili influenze soggettive vengono introdotte, da parte del preparatore atletico, nell’analisi della valutazione.
Pertanto, precisione, chiarezza e completezza della definizione valutazionale sono requisiti fondamentali affinchè una prova possa essere definita obiettiva.
Infine in test deve essere logisticamente realizzabile e specifico nel suo complesso. Misurare un tempo su un test di velocità, ad esempio sui 30 mt su un terreno sabbioso, o scivoloso  non ha senso, per contraddizioni preventivi e biomeccanici soprattutto., poi perché le proprietà fisiologiche sollecitate nella locomozione su un terreno morbido, sono completamente differenti di quelle stimolate su un terreno normale.

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