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sabato 26 marzo 2011

FISIOLOGIA: " Precampionato, performance ad alta temperatura"

Ovviamente come ogni tradizionale preparazione atletica di pre-campionato, le sedute di allenamento sono svolte nel periodo estivo di Agosto o Luglio. Per ogni preparazione atletica svolta alle temperature alte estive, ci sono parametri precisi da rispettare, e valutazioni fisiologiche di cui tener conto. Oltretutto in ogni prova fisica, ed in qualsiasi attività sportiva il nostro corpo, deve tener conto di modificazioni fisiologiche che avvengono al momento di un’attività fisica, ovvero la termoregolazione.
Gli esseri umani sono omeotermici (ossia la loro temperatura corporea interna viene mantenuta pressoché costante per tutta la vita).
La temperatura corporea riflette un preciso equilibrio tra produzione e dispersione di calore; quando questo equilibrio viene disturbato la temperatura corporea si modifica. La capacità di mantenere una temperatura interna costante dipende dalla capacità di bilanciare la quantità di calore acquisito dal metabolismo e dall’ambiente esterno con la quantità di calore che viene disperso.
Per poter essere trasferito  all’ambiente, il calore prodotto nell’organismo deve avere accesso al mondo esterno.
Durante l’esercizio, quando l’organismo spesso non riesce a disperdere il calore con la stessa rapidità con la quale lo produce, un soggetto può sviluppare una temperatura interna superiore a 40°.
Un lieve innalzamento della temperatura nel muscolo rende i sistemi energetici muscolari più efficienti chimicamente, ma una temperatura corporea interna superiore a 40° può avere effetto negativo sul SNC e ostacolare l’avvio di tentativi di disperdere il calore in eccesso.
Quando si verifica  una fluttuazione della temperatura corporea, l’azione di quattro effettori è, sufficiente a restaurare, a ripristinare la temperatura normale:
-          Ghiandole sudoripare: quando cute e sangue si surriscaldano, ool’ipotalamo trasmette impulsi alle ghiandole  che inumidisce la pelle.
-          Muscoli lisci intorno alle arteriole. Quando la cute o il sangue si surriscaldano, l’ipotalamo trasmette impulsi ai muscoli lisci che forniscono la cute, facendole dilatare. Aumenta così il flusso del sangue, in modo che il calore possa essere disperso nell’ambiente attraverso la conduzione, la convenzione, l’irraggiamento o l’evaporazione.
-          Muscoli scheletrici: sono chiamati ad agire, quando serve produrre più calore corporeo. Quindi l’ipotalamo attiva i centri celebrali che controllano il tono muscolare; questi stimolano il brivido, che non è altro che un rapido ciclo involontario di contrazione e rilasciamento dei muscoli scheletrici.
Ghiandole Endocrine : L’abbassamento della temperatura corporea stimola il rilascio di tiroxina da parte della tiroide.
La produzione di calore è vantaggiosa, quando ci si allena in un ambiente freddo; e aiuta a mantenere normale la temperatura corporea. Il calore prodotto nei muscoli viene trasportato dal sistema circolatorio verso la superficie corporea, dove potrà essere disperso nell’ambiente circostante.
perché questo avvenga quando l’esercizio fisico è svolto in ambiente caldo, buona parte della gettata cardiaca deve essere suddivisa tra la cute e i muscoli attivi. Con l’esercizio aumenta la richiesta di sangue e di ossigeno da parte dei muscoli: contemporaneamente aumenta ance la produzione di calore metabolico.
L’eccesso di calore può essere disperso solo con l’incremento del flusso sanguigno verso la cute, in modo da trasferire il calore alla superficie corporea.
Nel frattempo, il centro di termoregolazione  comanda al sistema cardiovascolare di aumentare il flusso di sangue verso la cute. Pertanto le richieste del sistema cardiovascolare determinate dall’esercizio fisico e quelle della termoregolazione si contendono la massa di sangue che è limitata.
Con la ridistribuzione del flusso ematico, si riduce il volume di sangue che ritorna al cuore, diminuisce cosi il volume diastolico, il che , a sua volta, comporta una riduzione del volume di scarica sistolica.
La gettata cardiaca rimane abbastanza stabile durante un esercizio della durata di 30’ minuti svolto in ambiente caldo o temperato, malgrado una costante diminuzione del volume di scarica sistolica.
Arriva, però , un punto in cui la necessità determinate dall’esercizio aumentano e l’organismo non riesce più a compensare: né i muscoli né la cute ricevono un flusso di sangue adeguato. Ne consegue che si può compromettere seriamente la prestazione fisica e il rischi di surriscaldamento.
Nonostante l’organismo sia pronto a prevenire il surriscaldamento, il calore assunto dall’ambiente e condizioni che ostacolino la dispersione del calore corporeo in eccesso possono determinare una aumento della temperatura corporea interna, facendole raggiungere livelli che compromettono le normali funzioni cellulari.
Bisogna prendere in considerazione almeno quattro variabili:
-          temperatura dell’aria
-          umidità
-          velocità dell’aria
-          quantità di irraggiamento termico
L’importanza relativa di ciascuno di questi fattori nel determinare lo stress da calore complessivo non è del tutto chiarita in quanto varia a secondo delle diverse condizioni ambientali.
L’esposizione allo stress da calore ambientale, associato all’impossibilità di disperdere il calore generato dal metabolismo, può condurre a tre tipici disturbi determinati proprio dal calore: crampi da calore, collasso e colpo di calore.
CRAMPI DA CALORE: costituiscono il malessere meno serio dei tre disturbi dovuti al calore e sono caratterizzati da un intenso stato di contrattura dei muscoli scheletrici. Questo disturbo è probabilmente dovuto alla perdita di Sali minerali ed alla disidratazione che accompagnano una sudorazione abbondante. Essi vengono trattati portando il soggetto sofferente in un luogo più fresco e con la somministrazione di liquidi o di una soluzione salina.
COLLASSO DA CALORE: è generalmente associato a sintomi quali affaticamento estremo, affanno, vertigini e svenimento. Nel collasso da calore, i meccanismi termoregolatori sono si in funzione, ma non riescono a disperdere calore con la dovuta rapidità, perché la massa sanguigna  non è sufficiente a fornire un flusso adeguato alla cute. Questo accidente si verifica spesso durante un impegno da leggero a moderato svolto al caldo. Il trattamento per le vittime di un collasso da calore comprende il riposo in un ambiente fresco, con le gambe sollevate per evitare lo shock.
COLPO DA CALORE: Il colpo da calore è un evento patologico che mette il soggetto in pericolo di vita e richiede cure mediche immediate. Esso è caratterizzato da: innalzamento della temperatura corporea interna che raggiunge valori superiori a 40°, cute calda e secca e stato confusionale.
Il colpo di calore è causato dal collasso dei meccanismi di termoregolazione dell’organismo, e per gli atleti, non è un problema associato esclusivamente a condizioni climatiche estreme.

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