Parliamo la stessa lingua

giovedì 31 marzo 2011

LO STAFF: "importante la giusta sintonia tra i tecnici"

Durante il mio cammino di crescita nel mondo della preparazione atletica, spesse volte ho avuto la grande occasione e la piacevole esperienza, di misurarmi, ascoltare, parecchi veterani e “mostri” del mondo della preparazione atletica nel calcio. Sono davvero tanti i colleghi (se così posso avere l’onore di nominarli tali) che mi hanno consigliato e tanti i cervelli da dove ho estrapolato quanto ora vi racconto.
Ormai è evidente ai nostri occhi (preparatori atletici) quanto la richerca scentifica applicata alle attività motorie e sportive ha avuto negli ultimi decenni, e continua ancora tutt’ora, un notevole sviluppo grazie all’introduzione di nuove e sempre più sofisticate tecnologie, che hanno invaso il modo di valutazione di ogni preparatore atletico. E da tale circostanza io mi rivedo un preparatore tecnologico, di cui fa del continuo passo avanti della tecnologia, un appoggio primario, una fonte sicura su cui appoggiare il mio lavoro.
Questo miglioramento avviene molto velocemente e ciò che era attuale ieri, oggi è già vecchio. Domani sarà certamente dimenticato.. perché appunto passato.
I dati dell’allenamento diventano quindi oggetto di studio da parte dei preparatori atletici e degli allenatori. Così facendo, il limite tra ricerca scientifica di laboratorio e applicazione pratica sul campo diventa meno definito. Inoltre, la maggiore disponibilità di apparecchiature e di tecnologie più o meno sofisticate, e la facilità di divulgazione dei risultati grazie ai mezzi informatici attualmente a disposizione, hanno contribuito anche loro a modificare la tradizionale separazione dei ruoli e di competenze, tra ricercatori, allenatori e preparatori.
Di consiguenza a questo “fenomeno” anche preparatore atletico e allenatore oggi, e non ieri, sono due figure distinte, ma non separate. Questo è sicuramente quanto succede nello staff dove io lavoro da due anni a questa parte. Nel Livorno Calcio, come anche nel mio passato di quattro anni al Crotone Calcio, ho saputo riscoprire la bellezza delle competenze in comune.
Si vince , si perde o si pareggia, lo staff, il gruppo, rimane unito e deve andare sempre nella stessa direzione.” Questo è quello che predica sempre mister Venturi Simone, da due anni il mio allenatore nel Settore Giovanile del Livorno Calcio. Quello che ho potuto ben notare dalla stagione 2009-2010, e che lo staff va in sintonia, con il mio quanto con il lavoro effettuato dal duo Venturi-Scarola, entrambi con conoscenze e capacita tecnico-tattiche dove io riesco a leggere una parola in completa sintonia con le mie idee e le mie aspirazioni, la parola? Fame.. e consapevolezza dei propri mezzi
La stretta collaborazione che nasce tra il preparatore e l’allenatore, oggi, è altresi necessaria per difendersi dalle informazioni che originano da osservazioni non rigorose o non valide.
Valutazione globale del gruppo, individualizzazione del carico di allenamento, suddivisione dei singoli microcicli di allenamento, e la singolare suddivisione del lavoro giornaliero in mini-gruppo mette a disposizione dello staff completo (incluso quello sanitario) un quadro completo a 360°, che se guardato dallo stesso angolo tecnico e dalla stessa direzione, non può sbagliare valutazione, e cresce sempre di più.
Crescendo quindi con queste idee e attraverso queste fantastiche esperienze, non voglio essere assolutamente di insegnamento a nessuno, ma solo portarvi la mia testimonianza che giocare in sintonia con lo staff, e trovare la giusta direzione e il perfetto feeling, vi farà capire, che ormai il preparatore atletico non è quello che fa correre i calciatori, e che l’allenatore è dall’altra sponda, e provvede solo ed esclusivamente alle questioni tecnico-tattiche.

Nessun commento:

Posta un commento