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giovedì 31 marzo 2011

WARM UP: "Il riscaldamento, biglietto da visita per l'avversario"

Il riscaldamento è un insieme di esercizi e procedure appositamente scelti e finalizzati a preparare efficacementen l’organismo dell’atleta alla futura attività motoria, che io suddivido in tre compiti principali: funzionali, motorio ed emotivo.
Fin dalla mia prima partita, il mio esordio da preparatore atletico (Juve Stabia – Crotone 3-0), con gli Allievi Nazionali, ho captato nel pre-partita, nel riscaldamento appunto; qualcosa di particolare, scariche  dal tocco di adrenalina.
Molti calciatori che ho conosciuto personalmente hanno confermato questa mia emozione. L’arrivo all’impianto sportivo, gli sguardi della gente di casa, l’avversario e il profumo del terreno di gioco. Poi gli spogliatoi e la classsica visita al rettangolo verde.
Prima di intraprendere questo mestiere pensavo che queste emozioni e queste circostanze, riguardassero solo il calciatore nello specifico, ma non è così. Quando lavori con loro, grandi o piccoli che siano, corri con loro, respiri con loro, sudi con loro e soffri con loro durante la gara, e quindi prepararli al meglio anche prima della partita, diventa un fenomeno che riguarda parecchi punti di vista.
Il riscaldamento prevalentemente ha due scopi:
-          migliorare la prestazione
-          ridurre il rischio di infortuni
Durante l’esercizio i muscoli producono calore, che aumenta con l’intensificarsi del lavoro. Parte di questo calore  viene trasferito dai muscoli al sangue e quindi disperso attraverso l’ormanismo (vedi paragrafo 1.4 performance ad alta temperatura capitolo 1). Oltretutto un riscaldamento insufficiente è causa di molti infortuni. Un muscolo freddo, infatti risulta essere piuttosto rigido e le fibre che lo compognono sono più suscettibili alle lesioni per gli improvvisi aumenti di tensione provocati da movimenti rapidi. Infatti quando le componenti elastiche dei muscoli non sono in grado di adeguarsi  velocemente alle tensioni esterne, il muscolo subisce una lesione, quella che comunemente viene indicato come “stiramento” o “strappo muscolare”.
Ciò significa che tutte le partite dovrebbero iniziare o essere precedute dal riscaldamento, che non produce effetti positivi solo a livello fisico, ma anche a livello psicologico. Il riscaldemento, infatti, può aiutare i giocatori ad esercitare una funzione di controllo sul proprio stato emotivo, prima di una partita e a concentrarsi sull’incontro.
Inizialmente l’intensità di esercizio fisico dovrebbe essere bassa per poi aumentare gradualmente, in quello che è lo spazio dedicato al  riscaldamento. Sostanzialmente utilizzo sempre il solito modo di “mettere in moto” i miei ragazzi, lavoro molto semplicemente sia dal punto di vista tecnico, con partitine a tema, e con un incremento degli esercizi senza palla, in modo molto graduale e breve, per venire in contro ai benefici e alle richieste fisiologiche di una partita di calcio. Di notevole importanza risulta essere anche l’organizzazione del riscaldamento, rispetto alle condizioni atmosferiche e ambientali.
Difatti in presenza di clima caldo, la temperatura muscolare aumenta rapidamente e si può dedicare minor tempo al riscaldamentom anche se, per ottenere una temperatura muscolare sufficientemente elevate, è comunque necessario eseguire esercizi adeguati. Nel caso invece di clima inverso, ovvero freddo, i giocatori dovrebbero indossare indumenti sportivi supplementari per ridurre la dispersione di calore dal corpo e trovarsi quindi nella migliore condizione allo scopo di aumentare più rapidamente la temperatura muscolare e quella corporea.
Il riscaldamento otretutto è un insieme di  esercizi e procedure appositamente scelti e finalizzati a preparare efficacemente l’organismo dell’atleta alla futura attività motoria, che deve realizzare tre compiti:
-          funzionale
-          motorio
-          emotivo
Nella sua realizzazione nel compito funzionale è garantita dall’accelerazione del periodo di avviamento al lavoro della funzione respiratoria, della circolazione del sangue, del metabolismo, dei tessuti, e da un’attività coordinata dei diversi sistemi e meccanismi che sono interessati all’attività motoria prevista.
Nel compito motorio si realizza organizzando il lavoro dei muscoli, la loro interazione, rinforzando l’informazione afferente dei muscoli interessati al lavoro e la sua elaborazione razionale.
Nel compito emotivo invece, la soluzione è legata alla preparazione psicologica dell’atleta al lavoro che l’attende, alla formazione di uno stato emotivo positivo e alla mobilitazione dell’atleta in vista della realizzazione di determinate azioni motorie.

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