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martedì 29 marzo 2011

FISIOLOGIA: " Alleno l'aerobico, serve ? cosa scaturisce? "

Dalle molte teorie dettate dalla fisiologia, dai molti autori che si sono susseguiti negli anni, e soprattutto dopo gli innumerevoli cambiamente che il calcio ha prodotto negli ultimi 60 anni, possiamo comunque e sempre stabilire che l’allenamento aerobico, induce per esempio un miglioramento della circolazione del sangue centrale e periferica, migliora la resistenza cardiorespiratoria, aumenta la performance dell’atleta. I benifici e i parametri che l’allenamento aerobico però, induce nel corpo non sono solo questi. E in questo primo dei due capitoli centrali del mio testo, ho elencato alcuni dei lavori sul campo che mi hanno portato a toccare con pratica e sui dati di valutazione funzionale, questi miglioramenti. Alcuni non documentabili per mancanza di strumentale adatta.
Personalmente, seguito anche in base alla fascia di età che alleno da anni, ho sempre inserito il lavoro aerobico all’inizio del microciclo della settimana (quella della gara di campionato), oppure nella fase di preparazione alla stagione. Ho sempre pensato che il lavoro deve partire da determinate valutazioni funzionali, andando a scannerizzare bene il materiale che si ha a disposizione e ponendo un lavoro, attento e dettagliato, ma soprattutto individualizzato, per estrapolare in ogni atleta le prerogative e i parametri allenanti, da cui iniziare ed avere miglioramenti.
 Ma seguendo con ordine, voglio iniziare a parlare degli adattamenti che vengono indotti dall’allenamento aerobico, che oggi giorno induce un preparatore atletico, a sceglierlo includendo o meno, l’utilizzo della palla.
Il miglioramento della resistenza che accompagna l’allenamento aerobico  in un microciclo, è il risultato di una serie di adattamenti agli stimoli allenanti; alcuni interessano i muscoli, molti altri i sistemi energici.
I cambiamenti primari che si possono stabilire grazie all’utilizzo del lavoro aerobico, sono l’aumento della capacità di sostenere una prestazione, ovviamente non massimale, prolungata e andando ad incrementare la massima capacità aerobica (Vo2max).
E’ da sottolineare il fatto che in un lavoro effettuato ad inizio stagione, la “situazione” organica del gruppo non potrà mai risultare omogenea, quindi l’aumento della potenza aerobica sarà minore nei soggetti che sono già in una buona condizione fisica, rispetto a quell’atleta sedentario, o comunque con un forma fisica arretrata.
Gli adattamenti inclusi nell’utilizzo dell’allenamento aerobico, che a seconda della fascia di età allenata, varia sia nel suo incremento che nella sua metabolizzazione, riflette e estrapola degli adattamenti che principalmente si racchiudono:
-          nei muscoli
-          nelle fornti energetiche ( brevi cenni)

Quello che succede nel nostro muscolo quando scegliamo di attuare un lavoro aerobico durante un microciclo di allenamento, ci deve essere ben chiaro, perché è il momento in cui l’attività organica dell’atleta viene messo oltre che a dura prova, portato a volte anche allo sforzo massimale. Ed essendo un parametro allenante che risponde ad un esercizio fisico prolungato, deve essere dosato bene e con particolare attenzione a quello che succede a livello muscolare.
Innanzitutto la stimolazione ripetuta delle fibre muscolari, induce delle modificazioni sia strutturale che funzionali delle stesse. L’allenamento aerobico influenza quindi:
a)       la tipologia della fibra muscolare
b)       il numero di capillari
c)       il contenuto di mioglobina
d)       la funzione motocondriale e gli enzimi ossidativi
Come da studi effettuati da notevoli fisiologi, l’entità delle modificazioni della tipologia della fibra muscolare, dipende, dall’intensità e dalla durata di ciascuna sessione di allenamento e dalla durata della programmazione dell’allenamento. E’ pur vero che molti studi iniziali avevano categoricamente smentito la modificazione fibrotica in base all’utilizzo dell’allenamento aerobico.
Quello che invece gli studi hanno affermato, e con grande importanza, è il vero primario adattamento che avviene a livello muscolare in seguito all’allenamento aerobico, quale l’aumento del numero di capillari in ciascuna fibra muscolare.
Questo incremento dovuto ad un lavoro aerobico prolungato, implica un aumento sostanziale di scambi di gas, calore, di scorie e di sostanze nutrienti tra il sangue e le fibre muscolari, che a sua volta, oltre che dare splendore alla forma fisica dell’atleta, ne migliora anche la salute. Questo processo è potenzialmente, tra le modificazioni più significative, indotte dall’allenamento, che favoriscono l’aumento del Vo2max.
Il periodo che raccoglie un incremento sostanziale dei capillari nei muscoli, si verifica già nelle prima settimane o mesi di allenamento.
Appena l’ossigeno penetra nella fibra muscolare, si lega alla mioglobina, che non altro che un composto simile all’emoglobina, contenente del ferro e che trasporta le molecole di ossigeno dalla membrana cellulare ai mitocondri. Le fibre muscolari  ST (slow twich) contengono grande quantità di mioglobina, dalla quale deriva prevalentemente la loro caratteristica colorazione rossa.
Le fibre FT (fast twich), sono invece altamente glicolitiche e richiedono poca mioglobina e possedendone appunto poca, appaiono di un colore più bianco.


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