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giovedì 24 marzo 2011

BIOMECCANICA APPLICATA AL CALCIO: " Programmare un corretto gesto motorio "

Per comprendere bene le capacità fisiche degli adolescenti, le vere situazioni e i giusti aspetti biomeccanici , che si ripercuotono sulla loro attività sportiva, dobbiamo prima prendere in considerazione la condizione fisica del loro organismo, ovvero guardare dentro questa splendida macchina, che è l’organismo umano.
Gli specialisti nel settore della crescita, e qui dobbiamo iniziare a rientrarci anche noi preparatori atletici, hanno dedicato parecchi studi sulla modificazione della statura  e del peso che accompagnano la crescita del giovane atleta.
Queste due variabili sono particolarmente rilevanti, quando si prende in esame il rispettivo tasso di modificazione.
Appena prima della fase della pubertà, il tesso di modificazione  della statura nel giovane ragazzo, aumenta in maniera evidente, per poi diminuire in modo esponenziale, fino al raggiungimento della statura definitiva, che nel ragazzo di sesso maschile, si riporta intorno ai 18 anni.
CENNI ISTOLOGICI
Da un quadro anatomico della spiegazione, approfondisco il trattamento iniziando dalle ossa, che insieme ad articolazioni, cartilagine e legamenti, formano il supporto della struttura corporea. Le ossa forniscono  i punti d’inserzione dei muscoli, proteggono i tessuti delicati e rappresentano anche depositi di calcio e di fosforo. Il loro sviluppo avviene già all’inizio dello sviluppo fetale.
In questa fase anche membrane e cartilagine vengono trasformate in osso attraverso il processo di ossificazione (formazione dell’osso). Esiste un’ età media dove viene completata l’ossificazione delle diverse ossa dell’organismo che generalmente viene riportata dai 13 anni e si completa intorno ai 20 anni.
E’ da tener conto soprattutto che la stuttura delle ossa lunghe mature è complessa e che richiederebbe amplio spazio per poter esaurire tutte le sue spiegazioni.
RUOLO DELL’ESERCIZIO FISICO
L’esercizio fisico (e qui mi addentro nel discorso) è essenziale per una crescita adeguata delle ossa. L’esercizio ha poca o nessuna influenza sull’allungamento dell’osso: tende però, a fare aumentare lo spessore e la densità ossea, perché comporta il deposito di una maggiore quantità di minerali nella matrice ossea,  il che ne aumenta la robustezza. Dati scientifici e fisiologici testimoniano il fatto che l’età pre-puberale sia quella indicata per rafforzare le ossa in risposta allo stimolo dell’attività fisica.

DAL PUNTO DI VISTA MUSCOLARE
La massa muscolare aumenta regolarmente dalla nascita e fino a tutta l’adolescenza.
L’aumento, con l’età, della massa muscolare è dato principalmente da una ipertrofia aumento della dimensione muscolare) delle fibre esistenti, mentre l’iperplasia (aumento del numero di fibre) indice poco o per niente.
L’ipertrofia muscolare deriva dall’accrescimento dei miofilamenti e delle miofibrille. L’allungamento dei muscoli, man mano che le giovani ossa crescono, è dato da un incremento del numero di scarcomeri, e da un aumento della lunghezza dei sarcomeri esistenti.
E’ mia usuale programmazione annuale nella stagione calcistica, stilare un programma riguardante anche alla crescita ossea e muscolare dei miei “giocatori”, utilizzando i test antropometrici, e per chi ha la possibilità anche l’utilizzo della Bio-impedenza, molto precisa e professionale.
Utilizzando questi tipi di test scientifici, ho provato, quanto segue nella mia realizzazione, che mezzi e volumi di allenamento, hanno portato al mio gruppo, miglioramenti dal punto di vista corporeo, da trimestre in trimestre.

Ho sempre trovato molto affascinante, lo studio e gli elementi che derminano gli adattamenti neuromuscolari dell’allenamento, che vengono realizzati dai giocatori in campo, in funzione di determinati meccanismi, non ancora del tutto noti, sia sull’aspetto muscolare sia su quello nervoso.
Voglio iniziare ricordando che il sistema nervoso centrale controlla finemente la forza di contrazione del muscolo, da un valore minimo (che può essere semplicemente sfiorare un oggetto) a uno massimo (la massima forza sviluppata con un sovraccarico) regolando di conseguenza, sia le unità motorie, ovvero l’unità funzionale del movimento, sia la frequenza di attivazione di ciascuna unità motoria reclutata.
In altri termini, il controllo delle famiglie di unità motorie  da parte del sistema nervoso centrale, necessario alla graduazione della forza e che avviene secondo due  modalità fondamentali.
Il primo, tra l’altro il più importante meccanismo, si basa sull’aumento o sulla diminuzione del numero di unità motorie attive ogni qualvolta si deve incrementare o diminuire la forza di contrazione del muscolo. Questo fenomeno è solitamente definito come reclutamento di unità motorie.
Con l’aumentare della forza muscolare si reclutano dapprima quelle di dimensioni minori e poi, via via, quelle progressivamente maggiori. In altre parole, le unità motorie sono reclutate seguendo un ordine direttamente proporzionale rispetto alla resistenza alla fatica.
In questo modo, le unità motorie utilizzate più frequente, come accade durante attività prolungate e a bassa richiesta di forza, sono di tipo Slow, le più resistenti alla fatica. Al contrario, le unità fast entrano in gioco solo ed esclusivamente nel caso di una richiesta di forza molto elevata.
L’espressione “attivazione neuromuscolare” si referisce alla combinazione di reclutamento di unità motorie e modulazione della loro frequenza di scarica.
La strategia di attivazione delle unità motorie varia tra ogni muscolo e persino tra ogni gesto motorio. Questa variabilità nelle modalità di attvazione rende estremamente complicato e affascinante lo studio degli adattamenti neuromuscolari all’allenamento. Si ritiene che questi si realizzino sia sul versante muscolare sia su quello nervoso.
Gli adattamenti nervosi s’instaurano dopo poche settimane dall’inizio di un allenamento (soprattutto per allenamenti di potenza) e sottendono il rapido incremento di forza e di performance muscolare che si realizza prima di sostanziali modificazioni di proprietà e dimensioni dei muscoli allenati.

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